INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

22/02/2019

Le bonifiche da amianto: due fact sheet Inail spiegano come effettuarle

Proseguono le pubblicazioni del settore Ricerca dell’Istituto, che questa volta, a cura del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit), si occupano del modo corretto di recuperare ambienti e materiali inquinati dalla bianca polvere nociva

(.jpg - 61,1 kb)
ROMA – “Bonifica delle coperture in cemento amianto” e “Bonifica dei materiali contenenti amianto in matrice friabile”. Sono i titoli degli ultimi fact sheet pubblicati di recente nel “Catalogo generale” della sezione “Pubblicazioni” all’interno dell’area “Comunicazione” del portale dell’Inail e da qui liberamente consultabili e scaricabili.

L’uso dell’amianto vietato dal 1992. Le schede sono state redatte in maniera divulgativa dai ricercatori del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) e offrono al lettore una sintesi esauriente, fornendo elementi operativi e indicazioni pratiche. Come viene riepilogato nella premessa comune a entrambi i documenti, l’amianto e i materiali che lo contengono sono stati ampiamente usati nel nostro Paese fino agli anni ’90. Nel 1992 l’Italia ne ha bandito l’estrazione e l’impiego, ma sono ancora attivi numerosi siti industriali e civili con notevoli quantità di materiali contenenti amianto da bonificare.

Le tipologie di materiale contenente amianto. Il decreto ministeriale del 6 settembre 1994 distingue i materiali contenenti amianto in friabili e compatti. I primi possono essere sbriciolati con una semplice pressione, mentre per i secondi è necessario l’ausilio di mezzi meccanici. I materiali compatti, in particolare, presenti nell’industria metalmeccanica e metallurgica come nell’edilizia e nel comparto della difesa militare, sono molto resistenti al fuoco, agli attacchi chimici e di condensa, e ad altri rivestimenti protettivi.

Dalla rimozione alle sovracoperture, i metodi di bonifica. Ma come si procede alla bonifica in entrambi i casi? Se per i materiali in matrice friabile si parla di rimozione mediante confinamento statico e dinamico ovvero l’installazione di una barriera a tenuta di polvere in grado di separare le aree da bonificare dal resto dell’edificio, per le coperture in cemento amianto la scheda indica come metodi di bonifica la rimozione, l’incapsulamento e la sovracopertura. I fact sheet richiamano l’attenzione alla salvaguardia del materiale in tutte le fasi dell’intervento: smontaggio, sollevamento, primo imballaggio, messa a terra, imballaggio finale per evitare dispersione di fibre pericolose in aria. Per ciò che concerne le lastre di copertura, precisa ancora la nota, vanno rimosse usando esclusivamente utensili manuali o attrezzature meccaniche con sistemi di aspirazione. Deve essere contestualmente prevista l’installazione di una nuova copertura al posto di quella asportata.

Operazioni da eseguire con cura e secondo precise disposizioni. Nell’incapsulamento si procede con prodotti impregnanti o ricoprenti le fibre di amianto, dopo aver preliminarmente aspirato la superficie del manufatto con pompe a bassa pressione e averne rimosso tutti i frammenti e le parti distaccate. Con la sovracopertura, invece, si indica una nuova copertura posta al di sopra di quella in cemento amianto, che viene lasciata al suo posto purché in grado di sopportare il carico che viene aggiunto. Non solo. Essa comporta anche la foratura dei materiali di cemento per il fissaggio della nuova struttura coprente, su cui il fact sheet raccomanda attenzione perché se non eseguita correttamente potrebbe favorire la fuoriuscita di fibre. Sia nel caso di incapsulamento che di sovracopertura, infine, va predisposto un apposito “Programma di manutenzione e controllo”, utile alla verifica dell’efficacia degli interventi effettuati.
      
Cartelli, facciali e tute per proteggersi da inalazioni nocive. Un’attenzione specifica i ricercatori del Dit la dedicano all’uso dei dispositivi di protezione, collettivi e individuali e alle misure di sicurezza, distinguendole a seconda della bonifica da effettuare. Preliminare a ogni intervento di bonifica è la delimitazione dell’area di cantiere, da segnalare con appositi cartelli di avvertenza del pericolo di inalazione delle fibre di amianto. Per la tutela della salute degli addetti alle operazioni di bonifica delle coperture in cemento, la scheda raccomanda l’adozione di specifici dispositivi di terza categoria, come facciali filtranti monouso da indossare sotto il copricapo della tuta di lavoro, guanti e tute in tessuto non tessuto, stivali in gomma oppure scarpe alte antinfortunistiche.

Doccia e pulizia accurata al termine degli interventi. Analogamente, per le operazioni di bonifica dei materiali friabili, dopo aver opportunamente richiamato alle esigenze di confinamento degli ambienti oggetto del trattamento, la scheda distingue tra dispositivi e misure da adoperare prima dell’accesso e dopo l’uscita dall’area di lavoro. Qui viene consigliato di togliere la contaminazione più evidente dagli indumenti prima di lasciare l’area di lavoro, rimuovere i nastri adesivi utilizzati per sigillare guanti e calzari e fare la doccia accuratamente togliendo tutti gli indumenti a eccezione del respiratore.

Norme e provvedimenti per saperne di più. Le ultime sezioni dei fact sheet, infine, sono dedicate alla corretta gestione dei rifiuti e alla loro classificazione, e agli interventi normativi succedutisi nel tempo. In tutti i casi di bonifica amianto si raccomanda che venga assicurato il corretto smaltimento dei rifiuti prodotti in depositi preliminari o in discariche autorizzate.

© 2018 INAIL - ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO - P. IVA 00968951004