INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

18/04/2023

“Facciamo semplice l’Italia”, Zangrillo: “L’Inail esempio di PA innovativa”

Il ministro per la Pubblica amministrazione è intervenuto alla tappa laziale del percorso di ascolto e confronto con istituzioni e stakeholder di tutto il Paese organizzato dal Dipartimento della funzione pubblica, ospitata presso la direzione generale dell’Istituto: “Nel Pnrr obiettivo importante che riguarda le competenze e la capacità di rispondere alle attese di cittadini e imprese”

“Facciamo semplice l’Italia”, Zangrillo: “L’Inail esempio di PA innovativa”
ROMA - “La PA, motore essenziale per il funzionamento del Paese, ha un obiettivo importante legato alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che riguarda le competenze, l’innovazione e la capacità di rispondere alle attese di cittadini e imprese. Entro il 2026 dovremo inoltre realizzare un percorso di semplificazione molto ambizioso, che interessa 600 procedure amministrative. Per farlo c’erano due modi: restare chiusi in ufficio e cercare di immaginarci il futuro o percorrere l’Italia, incontrare gli enti territoriali e le nostre strutture centrali”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenendo ieri mattina a Roma, presso la direzione generale dell’Inail, alla tappa laziale di “Facciamo semplice l’Italia”, percorso di ascolto e confronto con istituzioni e stakeholder di tutto il Paese organizzato dal Dipartimento della funzione pubblica, conclusa nel pomeriggio con l’incontro di lavoro dedicato alle semplificazioni procedurali nei servizi alle persone e alle imprese con il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto presieduto da Guglielmo Loy, che venerdì ha presentato le Linee di mandato della VII Consiliatura.

“Insieme ai nostri partner vogliamo capire dove è necessario intervenire”. L’iniziativa, ha spiegato il ministro, punta a “gestire il percorso di innovazione della pubblica amministrazione in una logica non autoreferenziale, ma cercando invece di confrontarci con i nostri partner e clienti, per comprendere dove dobbiamo intervenire per migliorare la nostra pubblica amministrazione”. L’evento all’Inail, in particolare, “riveste un’importanza fondamentale per ricevere stimoli e sollecitazioni da una struttura importante per il Paese, punta di eccellenza di una PA che sta dimostrando di saper cavalcare l’innovazione e che non ha nulla a che fare con la pubblica amministrazione arcaica, incapace di innovarsi e sorda al cambiamento al centro di una narrazione piuttosto diffusa”.

“I giovani chiedono di lavorare in organizzazioni capaci di valorizzare i loro talenti”. Per Zangrillo, che in mattinata ha visitato la sede della Direzione centrale per l’organizzazione digitale dell’Istituto, responsabile dell’innovazione organizzativa, del sistema informatico, dei rapporti telematici e dell’evoluzione degli strumenti tecnologici per la reingegnerizzazione dei processi produttivi, l’Inail infatti è “un esempio avanzato di come la PA possa essere un’organizzazione attrattiva per i giovani, che oggi non si accontentano del posto fisso, ma chiedono di lavorare in organizzazioni capaci di farli crescere, di formarli, di valorizzare i loro talenti e di curare il loro benessere organizzativo, che significa bilanciare l’attività professionale con la vita privata”.

Bettoni: “La formazione del personale al centro del processo di rinnovamento”. “La semplificazione dei processi lavorativi e dei modelli organizzativi della pubblica amministrazione – ha sottolineato il presidente dell’Istituto, Franco Bettoni – passa anche attraverso la valorizzazione del capitale umano e il riconoscimento della centralità della formazione. Lo sviluppo delle conoscenze, delle competenze e delle capacità del personale costituisce, infatti, uno strumento fondamentale per la gestione delle risorse umane e si colloca al centro del processo di rinnovamento della PA, che si concretizza con l’acquisizione di nuove e giovani professionalità che, adeguatamente formate, affronteranno le sfide del domani”. Di qui l’invito rivolto al ministro a supportare l’Inail nel suo percorso di trasformazione organizzativa e tecnologica anche attraverso nuove assunzioni, “indispensabili per permettere all’Istituto di raggiungere gli obiettivi prefissati”.

“Dalla condivisione dei servizi economicità di spesa ed efficienza”. “Quando parliamo di semplificazione – ha aggiunto Bettoni – non possiamo non fare riferimento alla condivisione dei servizi tra le pubbliche amministrazioni, volta a garantire il perseguimento dei principi di economicità della spesa e di efficienza”. L’Inail, in particolare, “ha sottoscritto accordi con altri enti pubblici, mettendo loro a disposizione la propria struttura informatica per supportarle nell’erogazione dei servizi a cittadini e imprese”. È stata proprio questa infrastruttura digitale, insieme alla sperimentazione del lavoro agile avviata nel 2019, a consentire all’Istituto di “affrontare in modo efficiente i momenti complicati della pandemia, mettendo in condizione di lavorare da remoto i novemila dipendenti Inail in tempi record”.

Nei due workshop della giornata un focus su lavoro agile e capitale umano. I temi della formazione del personale e dell’evoluzione tecnologica e organizzativa dell’Istituto, che ha assicurato la continuità operativa durante il periodo del lockdown, sono stati toccati anche nel dialogo tra due dipendenti – una veterana con molti anni di esperienza e una neoassunta che ha preso servizio alla fine del 2022 – che hanno portato la propria testimonianza sul significato di operare all’interno di un ente pubblico come l’Inail. I lavori della giornata, condotti dal capo del Dipartimento della funzione pubblica, Marcello Fiori, e dal direttore generale dell’Istituto, Andrea Tardiola, sono poi proseguiti con due workshop: il primo su “Lavoro agile e innovazione”, per approfondire i modelli organizzativi e il ruolo dell’Inail, il secondo su “Il capitale umano della PA”, per riflettere sulle sfide legate al reclutamento della nuova pubblica amministrazione, alle nuove leve di management per employee retention e attrattività, e ai nuovi modelli di formazione.  

Tardiola: “La tecnologia deve produrre valore non toglierne”. “I grandi apparati – ha spiegato Tardiola – si gestiscono con quattro fattori produttivi, che sono le persone, le tecnologie, il sapere e il denaro. L’Inail non ha carenza di risorse finanziarie, il nostro problema semmai è quello di avere condizioni di operatività tali da poterle utilizzare efficacemente, mentre uno degli elementi di discussione più marcata nel confronto con le nostre organizzazioni di rappresentanza è il corretto punto di equilibrio tra lo sforzo di innovazione, soprattutto sulla frontiera del digitale, e la capacità di far sì che questa iniezione di innovazione sia un fattore che produce valore piuttosto che toglierne”. Per Tardiola, infatti, “l’idea che le tecnologie fossero additive nei grandi apparati, che l’arrivo dell’innovazione aumentasse la produttività, liberasse il tempo, migliorasse la qualità di un prodotto, è un paradigma che con l’accelerazione che stiamo conoscendo si sta superando. Il rischio, come dimostra l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa, è che le tecnologie ci sottraggano sapere, se non cresciamo e diventiamo capaci di gestire in modo maturo queste piattaforme”.

“Per la platea dei neoassunti servono politiche di ritenzione lavorativa più sofisticate”. “Dentro questo quadro – ha precisato il direttore generale dell’Inail – la strategia che abbiamo adottato parte da una scelta di valore, cioè dalle persone, che ci costringe a fare i conti con uno scenario nuovo. Dopo anni di blocco del turnover, nel post Covid c’è stata infatti un’accelerazione velocissima che ci obbliga a governare due diversi mercati del lavoro, con due diverse aspettative che fanno riferimento a due platee distinte: quella dei dipendenti storici della PA e quella dei neoassunti”. Questi ultimi “sono nuovi ma non sono giovanissimi neolaureati, sono donne e uomini che hanno avuto lavori non continuativi, che si sono esercitati nel mondo competitivo della professione e che quando è arrivato il Covid non hanno avuto tutele. Se a loro raccontiamo che l’amministrazione basa le proprie carriere esclusivamente sul criterio dell’anzianità, il giorno dopo ci salutano e vanno a lavorare da un’altra parte. Ci misuriamo, quindi, con una dinamica che nel pubblico impiego non abbiamo mai conosciuto, che richiede politiche di ritenzione lavorativa più sofisticate”.

© 2024 INAIL - ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO - P. IVA 00968951004

PNRR 2021-2026 - Next Generation EU (DL 77/2021) - Progetto "Digitalizzazione dell'INAIL"


POC Legalità 2014-2020 - Progetto "Antifrode e Internal Audit"


PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 - Progetto "Qualificazione dell'INAIL come Polo Strategico Nazionale (PSN)"

Impostazioni cookie