INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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25/09/2020

Paralimpiadi, all’Inail l’evento di chiusura della settimana di celebrazioni per il 60° anniversario

Durante il convegno, promosso insieme al Comitato italiano paralimpico (Cip) e Superabile, sono stati proiettati alcuni documenti video sulla storia dei Giochi. Il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora: “Nessuno poteva immaginare la crescita esponenziale in tutto il mondo del movimento paralimpico”

Paralimpiadi celebrazioni per il 60° anniversario
ROMA – Sessant’anni di storia e un binomio vincente, quello che lega sport e riabilitazione: si è chiusa con un convegno all’Inail la settimana di celebrazioni dedicate al 60° anniversario delle prime Paralimpiadi, nate grazie all’impegno e alla dedizione di Antonio Maglio, professore e medico dell’Istituto. All’evento, promosso insieme al Comitato italiano paralimpico (Cip) e a Superabile, hanno partecipato i presidenti di Inail e Cip, Franco Bettoni e Luca Pancalli, il direttore generale dell’Istituto, Giuseppe Lucibello, l'amministratore delegato del comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, Vincenzo Novari e la vedova di Maglio, Maria Stella Calà. Il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ha fatto recapitare un messaggio che è stato letto durante l’incontro, animato dalla proiezione di alcuni video d’epoca e dalla lettura di un testo sulla storia del movimento paralimpico. A testimonianza dell’impegno degli atleti di ieri e di oggi, sono intervenuti Aroldo Ruschioni, che partecipò ai Giochi del 1960 vincendo tre medaglie, Martina Caironi e Oney Tapia, entrambi assistiti Inail, mentre Andrew Parsons, il presidente del Comitato paralimpico internazionale (Ipc), ha inviato un videomessaggio di saluto. In chiusura, è stata consegnata a Pancalli una medaglia inviata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
 
Spadafora: “Prevista la partecipazione di 4400 atleti a Tokyo 2021”. ''È davvero un onore ricordare insieme che fu proprio l'Italia, sessanta anni fa, a vedere la nascita dei primi Giochi Paralimpici internazionali”, queste le parole del ministro Vincenzo Spadafora. “Un'idea straordinaria, che ha visto lavorare insieme il professor Antonio Maglio, medico dell'Inail e direttore del Centro paraplegici di Villa Marina a Ostia, e il dottor Ludwig Guttmann, fondatore del Movimento Paralimpico. Quell'anno gareggiarono circa 400 atleti provenienti da 23 nazioni – ha sottolineato – ma nessuno poteva immaginare la crescita esponenziale in tutto il mondo del movimento paralimpico. Oggi le Paralimpiadi sono uno degli eventi di più grande rilievo e seguito del mondo sportivo. All'edizione di Tokyo 2021 si prevede la partecipazione di 4400 atleti che gareggeranno in 537 eventi-medaglia nell'ambito di 22 diverse discipline sportive”.
 
Bettoni: “Nel 2019 sono stati avviati alla pratica sportiva 440 disabili da lavoro”. “Dal 1960 il movimento paralimpico ha fatto tanta strada – ha spiegato il presidente dell’Inail, Franco Bettoni – e la collaborazione con l’Inail è andata crescendo fino ad arrivare ad una stretta sinergia con il Cip, con il quale vengono realizzate numerose iniziative, sia a livello nazionale che sul territorio, attraverso dei piani quadriennali di attività. Nel 2019 – ha aggiunto – sono stati avviati alla pratica sportiva 440 disabili da lavoro. La missione dell’Inail è incentrata sulla tutela globale dei lavoratori, garantita con attività di prevenzione, ricerca, cura e reinserimento delle vittime di infortuni o malattie professionali. L’Istituto – ha sottolineato – considera da sempre l’attività sportiva un valido strumento per la riabilitazione delle persone con disabilità e per il recupero della loro integrità, sia a livello fisico che psicologico. Allo sport paralimpico va attribuito anche il grande merito di aver modificato la percezione sociale della disabilità, una rivoluzione culturale che riguarda l’intera società”. Il presidente ha poi dedicato un pensiero ad Alex Zanardi, l’atleta paralimpico coinvolto in un grave incidente lo scorso 19 giugno.
 
Pancalli: “Nel 1960 si gettò il seme di un sogno”. “Oggi non celebriamo un evento avvenuto 60 anni fa – ha dichiarato il presidente del Cip, Luca Pancalli –  il 25 settembre del 1960 si è spenta la fiamma delle prime Paralimpiadi della storia, ma si è accesa una luce straordinaria sul percorso che ci ha portato fino a qui, intrecciando le vite di tantissimi di noi e di milioni di ragazze e ragazzi disabili in tutto il mondo. Oggi – ha sottolineato – parliamo di un comitato paralimpico internazionale che conta 187 paesi al mondo. Siamo consapevoli che occorre ricordare il passato per avere contezza di quanti risultati abbiamo ottenuto e soprattutto per avere la forza di guardare al futuro. Nel 1960 non si celebrò una Paralimpiade – ha ribadito - si gettò il seme di un sogno, di un percorso teso a rivendicare attraverso lo sport il diritto delle persone disabili ad avere pari diritti e opportunità”.
 
Lucibello: “Siamo noi a dover ringraziare gli atleti”. “Uomini come Antonio Maglio hanno consentito all’Inail di evolversi – ha spiegato il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello – e di rileggere la missione istituzionale costruendo le proprie attribuzioni intorno all’uomo, a 360 gradi. Non devono essere gli atleti a ringraziare noi – ha sottolineato – ma noi a ringraziare loro, perché ci consentono di sviluppare al meglio, dal punto vista della funzionalità, i prodotti che poi potranno essere utili a tutte le persone con disabilità. La nostra collaborazione con il Cip è andata sempre migliorando – ha aggiunto – non solo attraverso l’avvio allo sport delle persone con disabilità da lavoro, ma anche grazie a una ricerca costante di percorsi di sviluppo per raggiungere l’obiettivo del recupero sociale e lavorativo”.
 

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