INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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14/06/2018

Bando Isi 2017, nel “click day” per l’assegnazione dei fondi presentati più di 16mila progetti

Conclusa regolarmente la procedura per accedere agli oltre 249 milioni di euro a fondo perduto messi a disposizione dall’Inail per contribuire alla realizzazione di interventi per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro. Gli incentivi saranno assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande

Bando Isi 2017, nel “click day” per l’assegnazione dei fondi presentati più di 16mila progetti
ROMA - Si è concluso regolarmente alle ore 16,30 di oggi il “click day” per l’invio delle domande di accesso agli oltre 249 milioni di euro di incentivi a fondo perduto stanziati dall’Inail con il bando Isi 2017, per contribuire alla realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nei trenta minuti di apertura dello sportello telematico sono stati più di 16mila gli utenti che hanno inserito online il codice identificativo associato al proprio progetto al termine della prima fase della procedura. I fondi saranno assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Gli elenchi di tutte le domande inoltrate oggi, con evidenza di quelle collocate in posizione utile per essere ammesse al contributo, saranno pubblicati sul sito dell’Istituto entro 14 giorni.
 
Nelle otto edizioni dell’iniziativa stanziati complessivamente 1,8 miliardi. I fondi messi a disposizione con il bando Isi 2017, ottava edizione dell’iniziativa attraverso la quale l’Inail a partire dal 2010 ha stanziato complessivamente circa 1,8 miliardi di euro, sono ripartiti a livello regionale e suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti presentati.
 
Gli assi di finanziamento. Nel dettaglio, saranno finanziati progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (per i quali sono a disposizione 100 milioni di euro), progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (44.406.358 euro), progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (60 milioni di euro), progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori del legno e della ceramica (10 milioni di euro) e progetti per le micro e piccole imprese che operano nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli (35 milioni di euro, di cui cinque destinati ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria).
 
Le novità dell’ultima edizione. L’ultimo bando ha allargato la platea dei destinatari degli incentivi. Oltre alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, infatti, l’asse di finanziamento dedicato alla riduzione del rischio dovuto alla movimentazione dei carichi è stato aperto ai progetti presentati dagli enti del terzo settore, anche non iscritti al registro delle imprese ma censiti negli albi e registri nazionali, regionali e delle Province autonome. Un’altra novità è rappresentata dall’introduzione di un quinto asse di finanziamento dedicato alle imprese che operano nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, alle quali nel 2016 era stato dedicato un avviso pubblico specifico, per l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per la riduzione delle emissioni inquinanti, del livello di rumorosità o del rischio infortunistico.
 
Il contributo può arrivare fino al 65%. Per i primi quattro assi, il contributo in conto capitale per ciascun progetto ammesso al finanziamento è pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di 130mila euro (fino a 50mila euro per i progetti per micro e piccole imprese). Il contributo in questi casi è cumulabile con i benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito, come quelli gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea. Il contributo destinato alle micro e piccole imprese che operano nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli è invece pari al 40% dell’investimento per la generalità delle aziende e al 50% per i giovani agricoltori, fino a un massimo di 60mila euro.

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