INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

08/10/2019

Dal reinserimento all’autonomia, presente e futuro dell’Inail nelle giornate del Civ a Chianciano

Dal 2 al 4 ottobre la località termale toscana ha ospitato il consueto incontro nazionale del Consiglio di indirizzo e vigilanza con i rappresentanti dei Comitati consultivi provinciali. Un’occasione importante per fare il punto della situazione sulle attività promosse dall’Istituto, sui nodi ancora da sciogliere e sulle nuove sfide da affrontare

Dal reinserimento all’autonomia, presente e futuro dell’Inail nelle giornate del Civ a Chianciano
CHIANCIANO TERME (SI) - “Il bilancio di queste giornate seminariali è sicuramente positivo, sia per gli argomenti che abbiamo approfondito e sviscerato, sia per il dialogo che in queste occasioni si riesce a instaurare tra il Consiglio di indirizzo e vigilanza e i Comitati consultivi provinciali, che è destinato a proseguire con incontri organizzati a livello macro-regionale, in modo da poter raggiungere sempre più persone”. Lo ha detto il presidente del Civ Inail, Giovanni Luciano, al termine dell’ormai tradizionale appuntamento nazionale con i circa 60 rappresentanti dei Co.co.pro., gli organismi espressione delle parti sociali che operano da punto di raccordo tra il Civ e il territorio, riuniti a Chianciano Terme dal 2 al 4 ottobre. L’iniziativa si è confermata un’occasione utile per fare il punto della situazione su punti di forza, criticità e prospettive dell’attività dell’Inail, anche attraverso la partecipazione di dirigenti dell’Istituto e consiglieri del Civ.

Progressi sul fronte del reinserimento lavorativo. Al centro della prima sessione di lavori il tema del reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro e delle misure attivate dall’Inail per agevolarlo, su cui il Civ insiste da tempo. Se un anno fa, nelle giornate seminariali di Firenze, l’attenzione si era concentrata soprattutto sullo scarso utilizzo delle risorse a fondo perduto messe a disposizione delle imprese dall’Istituto per la conservazione del posto di lavoro o la ricerca di una nuova occupazione – attraverso interventi formativi, di abbattimento delle barriere architettoniche e per l’adeguamento delle postazioni – oggi si registrano segnali decisamente più incoraggianti. Negli ultimi tre anni i progetti di reinserimento realizzati con il consenso dei lavoratori e dei datori di lavoro sono stati 112, di cui 35 nei primi sei mesi del 2019. Tra le regioni più virtuose la Lombardia, con 34 progetti, le Marche (26) e il Veneto (19).

Luciano: “La strada imboccata è quella giusta”. “Quello del reinserimento lavorativo – ha detto Luciano – è un tema sociale. Le iniziative dell’Inail hanno prodotto cambiamenti nella legge di bilancio, altri cambiamenti sono stati realizzati nelle procedure interne all’Istituto e oggi abbiamo ottenuto significativi risultati con un aumento dei progetti e delle risorse investite rispetto al fondo previsto. Sappiamo che i numeri sono ancora bassi e che servono un’ulteriore semplificazione delle procedure e una forte azione di informazione sui territori circa questa possibilità prevista per legge, ma ritengo di poter dire che abbiamo imboccato la strada giusta”.

L’obiettivo dell’allargamento della platea degli assicurati. Il Civ sottolinea anche la necessità di ampliare la platea degli assicurati dell’Istituto, attraverso l’estensione della sua tutela a tutte le categorie di lavoratori che oggi, per legge, non possono essere coperti dall’Inail. Come precisato da Silvia D’Amario, coordinatore generale della Consulenza statistico attuariale, secondo le ultime stime disponibili, riferite al 2017, i lavoratori assicurati dall’Istituto sono circa 19,7 milioni, gli assicurati non lavoratori (studenti e casalinghe) circa 9,8 milioni, mentre i lavoratori non assicurati (vigili del fuoco, corpi di polizia, forze armate, liberi professionisti, commercianti) sono 3,5 milioni, cui si aggiungono altri 1,6 milioni che appartengono ad altre categorie non assicurate. È il caso, per esempio, dei volontari della protezione civile e della Croce Rossa, delle partite Iva e dei lavoratori delle piattaforme digitali della cosiddetta gig economy. “In questa fase – ha spiegato Luciano – incontreremo le varie categorie che attualmente non possono essere tutelate dall’Inail, per poi procedere con il coinvolgimento delle parti sociali per individuare un iter e intervenire sul legislatore”.

Paura: “I nuovi lavori richiedono interventi originali da parte del legislatore”. “Nel Paese sta accadendo uno strano fenomeno – ha aggiunto a questo proposito Giovanni Paura, direttore centrale Pianificazione e Comunicazione e reggente Inail per la Toscana – si cerca di applicare a fenomeni nuovi, istituti conosciuti. Il problema, tuttavia, è che i nuovi lavori non sono riducibili a schemi già noti e richiedono, al contrario, interventi originali da parte del legislatore. Riprendere il libro verde del welfare potrebbe essere di aiuto per indicare la strada futura da seguire”.

Migliorare l’assistenza per i malati professionali. La seconda giornata seminariale si è aperta giovedì mattina con una riflessione dedicata ai malati professionali e al loro diritto di ricevere un livello integrativo di assistenza al pari di quello riservato agli infortunati sul lavoro. Di qui l’auspicio di arrivare nel prossimo futuro alla creazione di centri specializzati per tecnopatici, alla stregua del Centro Protesi di Vigorso di Budrio e del Centro di riabilitazione motoria di Volterra, strutture di eccellenza a livello internazionale nell’ambito della protesica e della riabilitazione.   

Dalle visite mediche alla riabilitazione un percorso “preferenziale”. Aumentare la riconoscibilità dei malati professionali per diminuirne il numero è l’altro obiettivo emerso durante il seminario, che ha poi posto l’attenzione sulla necessità di sviluppare un nuovo sistema e nuove forme assistenziali. Tra le proposte in questa direzione, quella che l’Inail possa garantire ai malati professionali un percorso “preferenziale” nelle visite mediche per le diagnosi, negli interventi chirurgici, nell’assistenza psicologica e nella riabilitazione, grazie a una più stretta collaborazione con il servizio sanitario nazionale.

“Superare i vincoli di bilancio pubblici”. La capacità dell’Inail di migliorare le prestazioni garantite ai propri assicurati e di incidere in modo più efficace sui livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per il Civ passa anche attraverso un ampliamento dell’autonomia dell’Istituto. “Viviamo il paradosso – ha commentato Luciano – che l’ultimo bilancio dell’Inail è in attivo per 1,8 miliardi di euro, però non abbiamo l’autonomia di decidere se migliorare una rendita o fare un investimento in prevenzione perché siamo sottoposti ai vincoli di bilancio pubblici”.

“Le nostre iniziative devono sempre passare per una legge del Parlamento”. “L’Istituto – ha aggiunto Luciano – ha una missione sociale, quella di fare ricerca, assicurazione, prevenzione, tutela e presa in carico globale degli infortunati. Per quanto debba giustamente rispettare il quadro normativo, viene da chiedersi se sia giusto che per aumentare le rendite, occuparsi di prestazioni sanitarie o maggiore prevenzione debba passare per forza ogni volta per una legge del Parlamento. Oggi al legislatore noi possiamo solo presentare delle proposte, che molto spesso vengono poi sacrificate sull’altare dei conti pubblici”.

Presentate alcune proposte per superare i limiti attuali. Tra le proposte in tema di autonomia dell’Istituto illustrate da Pierangelo Albini, presidente della Commissione politiche bilancio e patrimonio del Civ, quella di semplificare il processo di approvazione dei bilanci, di riorganizzare le politiche di bilancio per garantire ambiti di autonomia sugli avanzi generati, e ancora quelle di limitare i versamenti in tesoreria centrale dello Stato e di superare i limiti imposti agli investimenti.

“Le documentazioni periodiche fonte straordinaria per conoscere la realtà dell’Istituto”. Le tre giornate seminariali si sono chiuse venerdì mattina con la presentazione di buone pratiche realizzate dai Co.co.pro. sul territorio, seguita da un approfondimento dedicato alle relazioni e ai fascicoli tematici Inail, documentazioni periodiche talvolta sottovalutate ma di grande rilievo per chi si occupa dell'Istituto a tutti i livelli perché possono essere, come le ha definite Paura, “una fonte straordinaria per conoscere meglio la realtà dell’Istituto”. Per il direttore centrale Pianificazione e Comunicazione si tratta infatti di “strumenti che hanno una grande valenza di rendicontazione ai cittadini delle scelte strategiche che hanno portato all’allocazione delle risorse, della quantità e qualità dei servizi offerti, anche per individuare qual è il loro effettivo impatto sociale”.

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