INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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06/12/2021

Martina Caironi: “Tra i miei sogni più grandi vedere le persone con disabilità totalmente integrate nella società”

L’atleta assistita Inail e medaglia d’argento alle Paralimpiadi di Tokyo nei 100 metri è stata ospite della trasmissione Rai, “O Anche no!”, nel corso di una puntata speciale dedicata all’inclusione attraverso lo sport

Martina Caironi: “Tra i miei sogni più grandi vedere le persone con disabilità totalmente integrate nella società”
ROMA – “C’è una crepa in ogni cosa, è così che entra la luce”. Questi versi del cantautore e scrittore canadese Leonard Cohen, tratti dal brano “Anthem” (Inno), hanno accompagnato in vari momenti, “O anche no!”, la trasmissione di Rai 2 in onda con una puntata speciale, il 3 dicembre scorso, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Tra gli ospiti anche Martina Caironi, pluricampionessa paralimpica nella corsa e nel salto in lungo che dopo un incidente ha trovato nello sport l’energia necessaria per affrontare il suo nuovo percorso di vita. L’atleta azzurra ha raccontato alla conduttrice Paola Severini Melograni le sue speranze e i suoi auspici per il futuro: “Tra i miei sogni più grandi c’è quello di vedere le persone con disabilità totalmente integrate nella società senza pregiudizi e con tutti gli strumenti giusti per poter vivere una vita normale”. Rimasta coinvolta in un incidente stradale che nel 2007, a soli 17 anni, le ha provocato l’amputazione della gamba sinistra, Martina Caironi, portabandiera italiana alle Paralimpiadi di Rio nel 2016, oro nei 100 metri in Brasile e nel 2012 a Londra, è diventata negli anni, grazie al suo impegno, un simbolo della capacità di guardare avanti oltre le avversità. Martina Caironi è assistita dal Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio.

Martina Caironi: “Continuerò la mia carriera almeno fino al 2024”. Nel corso dell’intervista alla trasmissione di Rai 2, l’atleta dopo aver annunciato di voler proseguire la sua carriera fino al 2024, si è soffermata su come dopo l’incidente sia riuscita, attraverso lo sport, a trovare nuove risorse fisiche e mentali: “Quando perdi un arto, molto giovane, il primo desiderio è quello di tornare a vivere e fare tutto quello che facevi prima. Mi ha spinto a ricominciare la curiosità, l’età, il fatto che avevo ancora tantissime esperienze da fare. Sono stata fortunata poiché ho potuto conoscere, fin da subito, il mondo paralimpico, mi è stata data una protesi e ho potuto cominciare a fare sport. Dal lontano 2010 fino ad oggi non ho più smesso”.

Le protesi di Martina Caironi, a Tokyo, decorate dagli studenti dell’Istituto europeo di design. Nel corso dell’intervista, la campionessa paralimpica ha parlato dell’iniziativa degli studenti dell’Istituto europeo di design di decorare le sue protesi: “In occasione delle Paralimpiadi di Tokyo, gli studenti hanno progettato di decorare le mie protesi da corsa e da salto. Abbiamo scelto i due progetti vincitori e poi la decorazione è stata stampata e applicata tramite stickers sulle protesi che sono diventate dei pezzi unici, delle opere d’arte”. Martina Caironi ha concluso il suo intervento ai microfoni della Rai, auspicando che si possa pensare alle persone con disabilità non soltanto il 3 dicembre ma tutto l’anno: “Poiché la disabilità è tutti giorni”.

Il Centro protesi Inail protagonista della storia di rinascita di donne e uomini con disabilità. Grazie all’opera del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio che quest’anno ha compiuto sessant’anni, si è avverato il desiderio di rinascita di donne e uomini diventati, nel corso del tempo, grandi campioni paralimpici. L’Inail ha sempre creduto nel binomio sport riabilitazione. Si deve ad Antonio Maglio, grande medico, dirigente dell’Inail, l’invenzione del movimento paralimpico e delle prime Paralimpiadi della storia a Roma nel 1960 e soprattutto l’intuizione che lo sport potesse essere uno straordinario acceleratore per favorire la riabilitazione e il reinserimento sociale degli infortunati sul lavoro. Antonio Maglio comprese, alla fine degli anni 50, nel centro Inail per paraplegici di Villa Marina ad Ostia che lo sport oltre a rigenerare dal punto di vista fisico le persone con disabilità avrebbe potuto rafforzare le energie emotive e mentali di ciascuno offrendo loro l’occasione di rimettersi in gioco e cominciare un nuovo percorso di vita.

A “O Anche no”, tra gli ospiti anche l’atleta paralimpico Daniele Cassioli e il riabilitatore Alberto Cairo. A parlare del tema della disabilità nella sua complessità, nel corso del programma, insieme a Martina Caironi, sono intervenuti numerosi ospiti, in studio e in collegamento, tra gli altri: l’atleta paralimpico di sci nautico Daniele Cassioli, il riabilitatore Alberto Cairo, da oltre trent’anni in Afghanistan e organizzatore di squadre di calcetto e pallacanestro per ragazzi con disabilità, Rosella Miccio presidente di Emergency, Silvio Garattini fondatore dell’Istituto Mario Negri che ha parlato della collaborazione tra Antonio Maglio e Ludwig Guttmann. Luci in grado di illuminare, con l’esempio e il coraggio, i chiaroscuri e le crepe dell’esistenza di ognuno.

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