INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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20/03/2018

PyeongChang 2018: l’Italia conquista cinque medaglie

Positivo il bilancio della spedizione azzurra alle Paralimpiadi invernali in Corea del sud. Protagonisti assoluti lo sciatore ipovedente Giacomo Bertagnolli e la sua guida Fabrizio Casal. Tra i partecipanti anche due assistiti Inail: Valerio Corvino nel para ice hockey e Paolo Priolo nello snowboard

PyeongChang 2018: l’Italia conquista cinque medaglie
PYEONGCHANG (COREA DEL SUD) - Cala il sipario sulle XII Paralimpiadi invernali di PyeongChang 2018. Dopo le amarezze della competizione del 2014 a Sochi, in Russia, dove la nazionale tricolore rimase a quota zero medaglie, in Corea del sud gli atleti azzurri se ne sono aggiudicate cinque: due ori, due argenti e un bronzo. Tra i partecipanti alla competizione anche due assistiti Inail: Valerio Corvino, nel para ice hockey, e il debuttante Paolo Priolo nello snowboard.

La coppia trentina sul tetto del mondo. Protagonista assoluta della kermesse è stata la coppia di sciatori trentini 19enni formata da Giacomo Bertagnolli e dalla sua guida Fabrizio Casal, che tornano a casa con al collo le due medaglie d’oro conquistate nello slalom gigante e nello speciale, l’argento del super-g e il bronzo della discesa libera nella categoria visually impaired (ipovedenti). L’Italia si è fatta valere anche nello snowboard cross categoria upper limb (arto superiore), con Manuel Pozzerle che si è piazzato al secondo posto.

Gli Stati Uniti primi nel medagliere generale. L’Italia con cinque medaglie si posiziona al 12esimo posto nella classifica generale, guidata dagli Stati Uniti con 36 podi, di cui 13 ori, 15 argenti e 8 bronzi. Al secondo posto, con 24 medaglie (8 ori, 10 argenti e 6 bronzi), la squadra degli atleti neutrali, che ha riunito gli sportivi russi autorizzati a partecipare alle Paralimpiadi nonostante la squalifica per doping imposta al loro Paese. Terzo il Canada, con 28 medaglie (8 ori, 4 argenti e 16 bronzi).

Pancalli (Cip): “Giacomo e Fabrizio due fuoriclasse”. Entusiasta delle prestazioni degli azzurri, il presidente del Comitato italiano paralimpico (Cip), Luca Pancalli, che si è soffermato sull’impresa dei due sciatori 19enni scelti come alfieri dell’Italia nella cerimonia di chiusura dei Giochi: “Con Giacomo e Fabrizio siamo di fronte a due autentici fuoriclasse, mai sazi di vittorie e già capaci, alla loro giovanissima età, di dare lezioni di sci al resto del mondo. Vivissime congratulazioni”.

Parsons (Ipc): “Vi siete spinti oltre i confini delle possibilità umane”. Andrew Parsons, presidente del Comitato paralimpico internazionale (Ipc), nel discorso tenuto in chiusura delle gare ha voluto ricordare lo scienziato Stephen Hawking, scomparso recentemente, definito un genio, un pioniere e una fonte d’ispirazione: “Ci aveva esortato a guardare le stelle e non i nostri piedi – ha detto – Negli ultimi 10 giorni le stelle hanno brillato qui a PyeongChang. Mentre Hawking metteva alla prova i limiti della sua immaginazione, voi atleti paralimpici vi siete spinti ancora una volta oltre i confini delle possibilità umane”.

I primi Giochi frutto dell’intuizione di un medico dell’Istituto. La nascita del movimento paralimpico è legata a doppio filo alla figura di un medico dell’Inail, Antonio Maglio, che introdusse la sport-terapia nel Centro per paraplegici di Villa Marina, a Ostia. Grazie all’azione persuasiva di Maglio e di alcuni docenti di educazione fisica, l’Istituto promosse la pratica sportiva delle persone con disabilità come strumento per il reinserimento sociale, fino all’intuizione vincente e innovativa di organizzare a Roma, nell’anno delle Olimpiadi del 1960, le prime Paralimpiadi. Dopo averne discusso con Ludwig Guttmann, il neurochirurgo tedesco che in Inghilterra adottò per la prima volta la terapia dello sport per curare i reduci di guerra, il medico nato al Cairo portò in Italia i Giochi di Stoke Mandeville, sancendo la nascita del movimento paralimpico.

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