INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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13/10/2021

Dai campi alla scuola con una protesi “zebrata”: online la bella storia di Ettore

La nuova vita di un ex coltivatore diretto, che da Guardia Sanframondi, nel beneventano, si trasferisce in provincia di Novara, per lavorare come collaboratore in un istituto scolastico. Un videoracconto di rinascita dopo l'infortunio, grazie all'aiuto dell'Inail e ai suoi progetti di reinserimento sociale.

Dai campi alla scuola con una protesi “zebrata”: online la bella storia di Ettore
NOVARA- Sono passati dieci anni dal giorno dell'infortunio sul lavoro di Ettore Falato, 51 anni. “Prima ero un agricoltore. E proprio mentre ero in campagna e accendevo delle sterpaglie, è scoppiato un petardo inesploso. Ho perso parte dell'arto destro e ho riportato una lesione all'occhio”. Si commuove Ettore quando parla della sua famiglia, della moglie Doriana e della figlia ventunenne, Mariapaola, che lo hanno sostenuto nel percorso doloroso dopo l’infortunio. “Ho dovuto cominciare una nuova vita. Devo ringraziare per questo la mia famiglia, ma anche l'Inail, che mi è stato sempre accanto. Il suo Centro Protesi di Vigorso di Budrio mi ha fornito le protesi e grazie a un progetto attivato dalla sede Inail di Benevento ho iniziato a praticare la disciplina sportiva del Sitting Volley”.
 
La passione per lo sport grazie ai progetti di reinserimento sociale. “Ho scoperto anche la passione altri sport – racconta – grazie alla direzione regionale Campania Inail, che mi ha coinvolto nel progetto "FutVal Sport con Valori", realizzato con Scholas Occurrentes. Ho provato il tiro con l'arco e ho fatto con grande piacere il corso di sub, in acqua si abbatte ogni barriera. Questa esperienza mi ha anche consentito di costruire nuove e importanti amicizie!”.
 
I bambini a scuola mi suscitano grandi emozioni”. Dal beneventano, Ettore nel 2020 si trasferisce in provincia di Novara, per lavorare come collaboratore nella scuola primaria di San Maurizio d’Opaglio, in provincia di Novara. “Ho accettato nuovo impego a 850 chilometri dal mio paese per mettermi alla prova. Dovendo vivere da solo, lontano dalla mia famiglia, ho anche imparato a occuparmi delle quotidiane faccende domestiche in autonomia: normalmente non lavavo neanche un piatto, ora riesco pure a cucinarmi i miei pasti. Nel tempo libero mi dedico alla musica: ho costruito un plettro adatto alle mie esigenze che mi consente di suonare la chitarra”. Quando parla dell'esperienza a scuola, Ettore si sofferma sul rapporto con i bambini, affascinati dalla tecnologia della sua protesi mioelettrica “zebrata”. “I bambini mi fanno emozionare tutti i giorni, si avvicinano, sono incuriositi dalla mia protesi e mi fanno tante domande. Dopo tanta sofferenza, adesso posso dire di fare un lavoro che mi riempie di gioia, e questo è anche merito loro”.

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