INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

10/03/2009

Storia dell’INAIL dalle origini ad oggi. Prende forma lo Stato sociale

La nascita e lo sviluppo dell'Istituto dalla seconda metà del XIX secolo ai giorni nostri. Terza puntata: nel 1898 il Parlamento promuove la legge che sancisce l'obbligatorietà dell'assicurazione contro gli infortuni. Si afferma il principio del "rischio professionale"

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10 marzo 2009. La nascita e lo sviluppo dell'Istituto dalla seconda metà del XIX secolo ai giorni nostri. Terza puntata: nel 1898 il Parlamento promuove la legge che sancisce l'obbligatorietà dell'assicurazione contro gli infortuni. Si afferma il principio del "rischio professionale"

ROMA - Ci vollero circa vent'anni e la presentazione di una dozzina di disegni di legge perché il Parlamento riuscisse, alla fine, a promulgare la tanto agognata normativa in materia di infortuni sul lavoro. A riuscire nell'obiettivo fu il ministro dell'agricoltura, industria e commercio Francesco Guicciardini, il cui ddl vide l'approvazione del Senato nel luglio del 1897 e della Camera nel marzo del 1898.

L'assicurazione contro gli infortuni diventa obbligatoria. La legge n. 80 del 1898 se, a livello generale, sanciva l'obbligatorietà dell'assicurazione ed estendeva la copertura anche in caso di colpa del lavoratore, proponeva tuttavia dei passaggi decisamente graduali. Il provvedimento, così, non solo tutelava poche categorie di lavorazioni, ma riconosceva anche un indennizzo parziale. Mancava, inoltre, l'assegnazione ad un unico Ente del compito di gestire le polizze, lasciando - salvo che per alcuni casi - libera volontà di scelta.

Ispirata da un modello di Stato poco incline a realizzare interventi diretti, questa normativa per certi aspetti contrastava con quel processo inarrestabile che vedeva accrescere sempre di più l'incidenza delle masse nella vita politica ed economica del Paese: un fenomeno che, da una parte, dava luogo a nuove e più intense forme di tutela e, dall'altra, determinava un livello più forte di attenzione delle istituzioni nei confronti del governo del sociale, non più lasciato alla libera determinazione delle parti.

Ecco, allora, che il legislatore - nel delinearsi di un generale sistema a tutela del lavoro - diventava protagonista anche della realizzazione di programmi statali che cercavano di incidere direttamente nella fase di prevenzione degli eventi dannosi, attraverso la promozione di adeguate misure di sicurezza. Nel 18 giugno 1899, proprio in virtù di una delega contenuta nella legge 80/1898, venivano emanati tre successivi decreti legislativi che realizzavano il primo intervento organico in materia di sicurezza con l'approvazione del "Regolamento generale di prevenzione".

I primi anni del XX secolo. La legislazione sociale che caratterizzò i primi anni del secolo XX testimonia in maniera piena il progressivo affermarsi di una concezione più interventista dello Stato rispetto ai problemi sociali. Il momento culminante di questo processo è rappresentato dall'allargamento, accanto alla obbligatorietà delle assicurazioni sociali, delle aree di mediazione pubblica attraverso la promozione di forme di sostegno diretto ad alcune categorie organizzate e ai loro specifici interessi di lobby. Il testo unico n. 51 del 31 gennaio 1904 - che raggruppò e  riordinò la normativa in materia di infortuni sul lavoro ed estese la tutela ad alcune lavorazioni agricole (senza introdurre, però, alcuna novità in materia di soggetto assicuratore) - può considerarsi, in tal senso, un primo e preciso - per quanto timido - segnale della nascita di un embrione di Stato sociale.

Il "rischio professionale". Lo sviluppo del sistema previdenziale da parte delle istituzioni, oltre che a rispondere alle legittime aspettative delle classi lavoratrici, si caratterizzò anche per una volontà di sostegno nei confronti dell'assetto produttivo e industriale, strutturandosi intorno a forme di tutela selettiva di alcune tipologie categoriali e professionali. Un chiaro segnale di questo passaggio culturale è rappresentato dall'affermarsi del concetto di "rischio professionale": principio che veniva a gravare sull'imprenditore sulla base di regole che derogavano da quelle del "classico" risarcimento del danno proprio del diritto comune. Si affermava, di fatto, una nuova modalità di gestione impostata su una "dinamica" triangolare Stato-imprenditore-lavoratore del rapporto previdenziale.

In questa direzione, pertanto, vanno registrate come tentativo di estensione della tutela sociale anche la legge del 19 giugno 1902 n.242 (successivamente integrata dalla legge 818/1907) sulla tutela del lavoro femminile e dei minori e la legge del 22 marzo 1908 n.105 per la regolamentazione del lavoro notturno. Si trattò di un processo non privo di impacci. Le difficoltà a realizzare da parte delle imprese gli obblighi previsti dalla legge imposero, infatti, le prime forme di vigilanza per l'applicazione della legislazione sociale: con la legge 22 dicembre n.1.361 venne istituito, così, un corpo di ispettori dell'industria e del lavoro.

(continua)

 


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