INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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06/10/2010

Quando l’allergia al lavoro è reale fornai e parrucchieri in prima linea

Ma anche estetisti e carrozzieri e tutti quei mestieri dove si usano solventi, coloranti e sostanze che possono indurre asma, dermatiti, rinite e orticaria. Una realtà dai numeri preoccupante: in Italia, nel 2009, le malattie professionali di tipo respiratorio e cutaneo denunciate all’INAIL sono state più di 3mila

allergia

PERUGIA - Carrozzieri, parrucchieri, panificatori, estetiste e tutti quelli che, sul lavoro, fanno uso di solventi, coloranti e sostanze non naturali. Sono i mestieri più a rischio per le allergie "professionali", tutte dovute a sostanze in grado di provocare gravi danni alla salute e persino la morte. Sono 280 le materie, su scala mondiale, capaci di indurre patologie di questo tipo, caratterizzate soprattutto da asma e dermatiti, ma anche da rinite, orticaria ed angioedema. I dati sono stati diffusi, a Perugia, in occasione del recente congresso della Siaic, la Società italiana allergologia e immunologia clinica.

L'organismo umano contrae le allergie professionali incontrando la causa scatenante nel proprio ambiente di lavoro. La manifestazione si presenta con modalità diverse, a seconda del modo di disperdersi del materiale (polveri, vapori, contatti) e con la frequenza condizionata dai tempi di produzione. A provocare sensibilizzazione allergica possono essere tanto polveri vegetali, quanto derivati animali, insetti, composti chimici complessi e composti chimici semplici.

La patologia nota da più tempo è l'allergia a farine di cereali (malattia tipica dei panificatori). Quella di più recente manifestazione, invece, è l'allergia al lattice dei manufatti in gomma. Tra le curiosità: si può essere fortemente allergici anche all'aglio, una "triste" realtà per tante persone che lavorano nell'agricoltura. E che questo fenomeno, in generale, sia motivo di preoccupazione lo confermano anche i dati INAIL del 2009, secondo cui su 34.646 denunce di malattie professionali pervenute all'Istituto sono 2.353 quelle di tipo respiratorio e 726 quelle di tipo cutaneo (categorie, queste, in cui vengono incluse asma e dermatiti da contatto).

Riuscire a diagnosticare una allergopatia da ambiente da lavoro è una cosa complessa, soprattutto per le conoscenze che richiede e i collegamenti spesso non facilmente "separabili" rispetto alla patologia allergica da ambiente di vita. La desensibilizzazione mediante immunoterapia specifica è attualmente praticabile solo per l'allergia alla farina di frumento. In generale, dunque, il trattamento di questi casi fa riferimento a interventi farmacologici, a modifiche sull'ambiente e sul posto di lavoro, a nuovi comportamenti lavorativi, alla sostituzione di sostanze e alle protezioni personali e ambientali.


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