INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

02/03/2009

Storia dell’INAIL dalle origini ad oggi. Nascono le prime forme assicurative

La nascita e lo sviluppo dell'Istituto dalla seconda metà del XIX secolo ai giorni nostri. Seconda puntata: nel 1883 viene realizzata una Convenzione nazionale relativa a una polizza volontaria contro gli infortuni sul lavoro. E le adesioni registrano il boom

operai in fabbrica

2 marzo 2009. La nascita e lo sviluppo dell'Istituto dalla seconda metà del XIX secolo ai giorni nostri. Seconda puntata: nel 1883 viene realizzata una Convenzione nazionale relativa a una polizza volontaria contro gli infortuni sul lavoro. E le adesioni registrano il boom

ROMA - Se a livello legislativo la realizzazione di una normativa per regolamentare gli infortuni sul lavoro continuava a registrare una continua fase di stallo, alcune imprese cominciarono a muovere dei primi passi per affrontare la  situazione. Ecco, allora, che nel 1877 la Supermeister e C., azienda di filatura del novarese, per la prima volta in Italia stipulava una polizza assicurativa con una compagnia privata straniera per la copertura degli incidenti professionali occorsi ai propri dipendenti.

L'iniziativa ebbe due conseguenze. La prima: l'impresa conseguì una medaglia d'oro al merito all'Esposizione nazionale del Milano del 1881. La seconda, ben più importante: alcuni parlamentari cominciarono a maturare l'idea di una Cassa nazionale che - senza perseguire fini di lucro e sulla base di una convenzione generale -  potesse gestire una forma di assicurazione volontaria contro questo genere di accadimenti.

La proposta si rivelò decisamente più fattibile rispetto a quella normativa. Al punto che - già nel 1882 -  lo schema per la Convenzione era ultimato. Furono necessari solo poche migliorie (alcuni approfondimenti sul concetto stesso di "infortunio" e qualche ritocco migliorativo in materia fiscale) e il documento fu firmato nel febbraio del 1883. Nel luglio dello stesso anno un altro grande traguardo veniva tagliato: la tanto agognata "Cassa nazionale di assicurazione per gli infortuni degli operai sul lavoro" vedeva, finalmente, la luce.

Il suo sviluppo, dopo una nascita così faticosa, fu rapido. A poco più di un anno dalla sua fondazione, l'organo, infatti, vide l'apertura dei suoi primi uffici al pubblico nella sede centrale di Milano. Le polizze stipulate crebbero a vista d'occhio: dal 1884 al 1894 da 54 a 3.242. Numerosi anche i lavoratori assicurati che, nel giro del decennio, salirono da 1.663 a 130.985.

Il successo dell'iniziativa rendeva evidente un principio, non solo presso il Parlamento ma soprattutto nell'opinione pubblica: che il "rischio professionale" non era un fattore che poteva più essere trascurato e che una forma di assicurazione in grado di connettere questo pericolo direttamente all'attività imprenditoriale era cosa più che legittima. Non a caso, un articolo del gennaio 1892 pubblicato sul quotidiano meneghino "Il Secolo" concludeva così: "Il rischio professionale è dunque il maggior fattore dei casi di infortunio e parrebbe opera equa il ripartire l'obbligo dell'assicurazione".

Cominciava a manifestarsi, dunque, un'inadeguatezza di fondo che caratterizzava l'esito pur positivo riscosso dalla Cassa: ovvero il non accettabile fondamento volontario dell'assicurazione. Era difficile, infatti, tollerare una realtà del genere in un Paese dove il crescere continuo delle industrie determinava incrementi esponenziali degli infortuni in fabbrica. Un primo passo per ovviare al problema fu il tentativo di incentivare - mediante opportuni incentivi - la sottoscrizione delle polizze da parte del Consiglio superiore della Casa. Ma si trattava di una soluzione di ben corto raggio. La vera soluzione andava cercata altrove.

(continua)


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