INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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03/12/2018

A Tg2 Storie la corsa di Claudio De Vivo verso le Paralimpiadi di Tokyo 2020

Atleta paralimpico e primatista italiano nei 1500 metri, il 38enne campano, vittima dieci anni fa di un incidente sul lavoro e assistito Inail, ha raccontato la sua esperienza e la nuova sfida al settimanale di approfondimento della testata giornalistica Rai

A Tg2 Storie la corsa di Claudio De Vivo verso le Paralimpiadi di Tokyo 2020
ROMA – Prossimo obiettivo: le paralimpiadi di Tokyo 2020. Claudio De Vivo, 38enne di Somma Vesuviana in provincia di Napoli, atleta paralimpico e primatista italiano nei 1500 metri, ha raccontato al settimanale Storie del Tg2 la sua nuova sfida. Fino ad allora mente e cuore sono concentrati sulla pista di atletica, in allenamenti quotidiani, impegno costante e gratificazioni, tutto quello che l’amore per la corsa concede a chi, come lui, sa vivere fino in fondo la sua passione.  
 
Avanti tutta verso il sogno a cinque cerchi. Dopo aver fermato il crono nei 1500 metri su 4’56” stabilendo il primato italiano e la miglior prestazione mondiale, il mezzofondista campano ha iniziato a sognare le prossime Paralimpiadi, che si terranno a Tokyo nel 2020. Claudio, insieme al suo allenatore Domenico Picardi, lavora con impegno per limare secondi sulle lunghe distanze e qualche mese fa ha conquistato un oro anche negli 800 metri. I successi ottenuti lo portano a guardare avanti con determinazione e ottimismo. “Grazie a questi ottimi risultati – spiega – spero di arrivare a Tokyo nel 2020. Io ce la metterò tutta”.
 
“Il giorno in cui ho ricominciato a vivere”. Dieci anni fa a causa di un grave incidente sul lavoro ha perso la gamba sinistra. Sin dall’inizio, è stato seguito dal Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio, specializzato in studio e realizzazione di ausili protesici all’avanguardia per la riabilitazione e il reinserimento sociale. Ed ha scoperto l’attività sportiva, mai praticata fino a quel momento. “Dico sempre che il 21 luglio del 2008, quando è avvenuto l’incidente, per me è una data bruttissima e bellissima al tempo stesso: perché è il giorno in cui ho ricominciato a vivere”, racconta. Una data, quel 21 luglio, che segnerà un altro traguardo importante nella sua vita: proprio in quel giorno nel 2103 Claudio si sposa e di lì a poco nascerà suo figlio Ciro.

La rivincita: la passione per l’atletica. In seguito all’incidente De Vivo era arrivato a pesare 130 chili, condizione che lo faceva sentire a disagio e lo aveva profondamente sconfortato. Proprio quella situazione, però, si trasforma dentro di lui nella voglia di riscatto, nella ragione per cercare una via d’uscita. Poi, l’incontro con lo sport e la passione per l’atletica leggera. Così iniziano la riabilitazione attraverso la pratica sportiva, i primi allenamenti e i risultati importanti.

Sport senza limiti e senza barriere, “la riabilitazione migliore”. “Lo sport? Per me, è la riabilitazione migliore – afferma Claudio – È uno strumento prezioso per reinserirsi nella società e tornare a vivere, oltre che per la riabilitazione fisica. Per questo consiglio a tutti di avvicinarsi allo sport, che sia paralimpico o meno. Io, prima dell’incidente, non lo praticavo: oggi la corsa mi fa sentire libero, mi solleva da ogni pensiero e preoccupazione. Faccio sport senza limiti e confini, non mi sento un invalido ma una persona normale”.

La campagna di comunicazione istituzionale. Claudio De Vivo è uno dei protagonisti della campagna di comunicazione “Le belle storie Inail”, basata su video-racconti in cui alcuni assistiti, vittime di infortuni sul lavoro, descrivono il proprio percorso di reinserimento sociale realizzato anche attraverso il sostegno dell’Istituto.

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