INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Valutazione delle conseguenze di eventi incidentali negli impianti industriali e rischio di esplosione

È sempre crescente l’attenzione verso impianti o processi di nuova generazione, poiché essi possono non solo creare sviluppo occupazionale, ma anche favorire l’indipendenza energetica (basti pensare alla produzione di biocombustibili). Questo percorso di diffusione deve, però, essere supportato da un elevato livello di sicurezza degli insediamenti produttivi.

In questo ambito si colloca l’attività di ricerca del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti Prodotti e Insediamenti Antropici, che, analizzando le principali proprietà chimico-fisiche dei composti pericolosi (tossici, infiammabili, etc.) per la salute umana e le possibili rotture di componenti (serbatoi, flange, valvole, compressori, etc.) in cui questi sono stoccati o transitano, studia, mediante l’applicazione di idonei modelli fisico-matematici, le conseguenze derivanti dagli eventi incidentali connessi con il rilascio di tali sostanze.

Nell’attività di ricerca viene affrontato anche il tema, trattato dal D. Lgs. 81/08 (Titolo XI), della classificazione dei luoghi di lavoro in base alla possibile formazione di atmosfere potenzialmente esplosive dovute ad emissioni di gas, al fine di fornire un supporto per la corretta applicazione della Normativa tecnica vigente.

Rischio di esplosione e classificazione dei luoghi di lavoro (gas/vapori)

Il rischio di formazione di atmosfere potenzialmente esplosive è ritenuto peculiare dell’industria chimica ed energetica, per la presenza di gas, vapori, nebbie o polveri notoriamente riconosciuti come infiammabili o instabili.

Il bisogno di ridurre l'incidenza delle esplosioni nei luoghi di lavoro nasce da considerazioni sia umanitarie che economiche ed ha condotto all'emanazione delle Direttive Atex 2014/34/UE e 1999/92/CE e del d.lgs. 81/08, che dedica il Titolo XI alla protezione dei lavoratori dalle atmosfere esplosive.

I risvolti umanitari sono ovvi: esplosioni e incendi possono provocare orribili ferite e la morte. Il primo passo fondamentale per ridurre l’entità degli effetti delle esplosioni consiste nella corretta classificazione dei luoghi di lavoro (sia all’aperto che al chiuso), in cui si potrebbero formare miscele potenzialmente esplosive.
A tal proposito, una particolare attenzione deve essere rivolta allo studio dell’evaporazione dei liquidi infiammabili, la quale influenza fortemente la metodologia di classificazione delle aree lavorative con possibile presenza di atmosfere esplosive.

Infatti in questo modo si guidano nel miglior modo possibile i gestori degli impianti, i progettisti, i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, etc., nella scelta (conformità ai requisiti richiesti) dei prodotti (macchine, sistemi di protezione, organi di comando, componenti, etc.), destinati ad essere impiegati in zone con formazione di miscele potenzialmente esplosive.

Ultimo aggiornamento: 26/07/2019