INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Idoneità all'esercizio attrezzature a pressione

Durante l’esercizio le attrezzature a pressione possono essere soggette a vari meccanismi di danno, che ne possono compromettere l’integrità strutturale e dar luogo a situazioni di elevato rischio per la sicurezza.

Fra questi particolarmente sentito è quello dello scorrimento viscoso che riguarda nello specifico i generatori di vapore, i forni petrolchimici e le attrezzature in pressione esercite oltre una determinata temperatura.

In caso di difetti, per analizzare le situazioni di danneggiamento e valutare l’idoneità all’esercizio in sicurezza delle attrezzature, si può far riferimento alle metodologie “Fitness-for-Service” che garantiscono una valutazione quantitativa rigorosa finalizzata ad individuare la “stabilità” del difetto e la possibilità di esercire per un determinato intervallo temporale.

Le strategie manutentive di tipo “Risk-Based” permettono, laddove attuate in maniera rigorosa, di ottimizzare i livelli di rischio sull’impianto sulla base di un’analisi complessiva che prenda in esame tutti gli aspetti tecnici e di sicurezza correlati alla singola attrezzatura oggetto dell’analisi.

Scorrimento Viscoso

Nel caso di attrezzature a pressione esercite oltre una determinata temperatura, può essere rilevante il fenomeno dello scorrimento viscoso (creep). Il decreto n. 329/2004 prevede disposizioni normative riguardanti lo scorrimento viscoso in due fattispecie, e precisamente all’art. 6 (Obblighi da osservare per la messa in servizio e l’utilizzazione, dichiarazione di messa in servizio) e all’art. 12 (Verifiche di integrità in occasione delle verifiche periodiche).

Il primo prevede al comma 1 lett. e) che, all’atto della messa in servizio delle attrezzature e degli insiemi soggetti a verifica, l’utilizzatore ha l’obbligo di inviare all’INAIL e all’Asl/Usl una dichiarazione contenente un elenco dei componenti operanti in regime di scorrimento viscoso.

Il secondo sancisce, nel comma 3 che, per le attrezzature che lavorano in condizioni di regime tali per cui possono esservi significativi fenomeni di scorrimento viscoso, oltre ai controlli previsti nei commi precedenti, si osservano le prescrizioni tecniche vigenti in materia.

Il DM 11 aprile 2011 al punto 4.7.5 dell’allegato II sottolinea che, in caso di scorrimento viscoso, le autorizzazioni all’ulteriore esercizio vengono rilasciate dall’INAIL sulla base della valutazione effettuata dal Datore di lavoro.

Il documento di riferimento è la Circolare ISPESL n. 48/2003 (e relativa Procedura Tecnica PT/Creep e Linea Guida LG/Creep) la quale, pur lasciando sostanzialmente immutato il senso della precedente circolare n. 15/1992 e conglobando i contenuti di tutte le circolari di aggiornamento in un testo unico, stabilisce i criteri generali da seguire per le verifiche su componenti progettati in regime di scorrimento viscoso con valori di resistenza associati a durata, al fine di autorizzarne l’ulteriore esercizio per un determinato intervallo temporale alla scadenza della vita teorica di progetto.
Di ausilio alle valutazioni sono le norme UNI TS 11325-2 e UNI TS 11325-4.

Ultimo aggiornamento: 02/08/2017