INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Movimenti ripetuti

Le attività lavorative comportanti movimenti ripetuti degli arti superiori sono responsabili di un elevato numero di patologie a carico dei vari distretti articolari. Il numero di queste malattie, in costante crescita, costituisce buona parte delle patologie professionali registrate ogni anno da Inail. Lo svolgimento di compiti ripetitivi può inoltre comportare affaticamento, ridotta produttività e alienazione, dovuta alla monotonia di attività protratte per lunghi periodi.

Uno stato di alienazione può, a sua volta, condurre a situazioni di rischio. Questi effetti sono causati, nella maggior parte dei casi, da condizioni scadenti dal punto di vista ergonomico e possono essere considerevolmente ridotti attraverso una corretta progettazione/riprogettazione di vari aspetti dell’attività: natura del compito, organizzazione del lavoro, design della postazione e degli oggetti o utensili impiegati, forza richiesta e altri fattori.

In generale, un’attività lavorativa può essere costituita da uno o più compiti ripetitivi o non ripetitivi. I compiti ripetitivi sono caratterizzati da sequenze di azioni di durata relativamente breve, dette “cicli”, che si ripetono più volte uguali a loro stesse; le “azioni” non sono i singoli movimenti articolari, ma una serie di gesti e movimenti di uno o più distretti articolari finalizzati al compimento di un’operazione elementare.

Le operazioni comportanti movimenti ripetuti degli arti superiori possono essere di diversa tipologia: esse comprendono la movimentazione di oggetti di peso leggero effettuata ad alta frequenza e le attività in cui, pur non venendo movimentati carichi, i movimenti delle braccia vengono ripetuti spesso e talvolta per periodi di tempo molto lunghi.

Valutazione del rischio

L’articolo 15 del d.lgs. 81/2008 disciplina le misure generali di tutela, tra le quali figura, al comma 1, lettera a, la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; questa è compito non delegabile del datore di lavoro.
Nel caso specifico delle operazioni comportanti movimenti ripetuti degli arti superiori, si può fare riferimento al titolo VI (movimentazione manuale dei carichi) del suddetto decreto. L’articolo 168 sancisce che la valutazione deve essere effettuata, se possibile anche in fase di progettazione, tenendo conto dell'allegato XXXIII; in quest’ultimo sono indicati gli elementi di riferimento relativi alle attività in questione: caratteristiche del carico, sforzo fisico richiesto, caratteristiche dell’ambiente di lavoro, esigenze connesse all’attività e fattori individuali di rischio.
Il comma 3 dell’articolo 168 individua, quali criteri di riferimento per la valutazione dei rischi, le norme tecniche (ove applicabili) o, in subordine, le buone prassi e le linee guida. A questo proposito, l’allegato XXXIII indica la norma tecnica ISO 11228-3, relativa alla movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza, quale riferimento primario per la valutazione in questione.

Bibliografia
  • UNI ISO 11228-3: 2009 “Ergonomia – Movimentazione manuale – Movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza”.
  • ISO/TR 12295: 2014 “Ergonomics – Application document for international standards on manual handling (ISO 11228-1, ISO 11228-2 and ISO 11228-3) and evaluation of static working postures (ISO 11226)”.

Ultimo aggiornamento: 21/03/2018