INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Movimenti ripetuti

Le attività lavorative comportanti movimenti ripetuti degli arti superiori sono responsabili di un elevato numero di patologie a carico dei vari distretti articolari. Il numero di queste malattie, in costante crescita, costituisce buona parte delle patologie professionali registrate ogni anno da Inail. Lo svolgimento di compiti ripetitivi può inoltre comportare affaticamento, ridotta produttività e alienazione, dovuta alla monotonia di attività protratte per lunghi periodi.

Uno stato di alienazione può, a sua volta, condurre a situazioni di rischio. Questi effetti sono causati, nella maggior parte dei casi, da condizioni scadenti dal punto di vista ergonomico e possono essere considerevolmente ridotti attraverso una corretta progettazione/riprogettazione di vari aspetti dell’attività: natura del compito, organizzazione del lavoro, design della postazione e degli oggetti o utensili impiegati, forza richiesta e altri fattori.

In generale, un’attività lavorativa può essere costituita da uno o più compiti ripetitivi o non ripetitivi. I compiti ripetitivi sono caratterizzati da sequenze di azioni di durata relativamente breve, dette “cicli”, che si ripetono più volte uguali a loro stesse; le “azioni” non sono i singoli movimenti articolari, ma una serie di gesti e movimenti di uno o più distretti articolari finalizzati al compimento di un’operazione elementare.

Le operazioni comportanti movimenti ripetuti degli arti superiori possono essere di diversa tipologia: esse comprendono la movimentazione di oggetti di peso leggero effettuata ad alta frequenza e le attività in cui, pur non venendo movimentati carichi, i movimenti delle braccia vengono ripetuti spesso e talvolta per periodi di tempo molto lunghi.

Linee guida

Sulla base degli artt. 15, 17 e 28 del d.lgs. 81/08, il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare tutti i rischi per i lavoratori. In un grande numero di attività lavorative l’effettuazione di movimenti ripetuti degli arti superiori costituisce un rischio per i lavoratori. Il decreto in questione non tratta espressamente tale fattispecie, pur citando, nell’allegato XXXIII, la norma ISO 11228-3, riferita alla movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza.
In base all’articolo 168, i criteri di riferimento per la valutazione dei rischi sono le norme tecniche, le buone prassi e le linee guida. È quindi evidente che il rischio in questione può essere analizzato seguendo i dettami della norma UNI ISO 11228-3 oppure le linee guida emanate dagli enti competenti. A titolo di esempio, le Linee guida delle regioni Veneto e Lombardia offrono una serie di spunti per la valutazione dei rischi connessi all’effettuazione di movimenti ripetuti degli arti superiori. In particolare esse propongono, quale protocollo di indagine, la check list OCRA, metodo decisamente più speditivo, seppur meno approfondito dell’OCRA Index, richiamato quale principale strumento di valutazione dalla norma tecnica UNI ISO 11228-3. Con la pubblicazione del ISO/TR 12295: 2014, la check list OCRA è comunque entrata a pieno titolo nella normativa tecnica internazionale e risponde pertanto ai dettami dell’articolo 168 del d.lgs. 81/2008.

Ultimo aggiornamento: 21/03/2018