INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Fattore umano

Nel termine “Fattore Umano” vengono ricompresi molteplici aspetti di studio.
Negli Stati Uniti il termine “Human Factor” viene utilizzato per individuare la disciplina che nel resto del mondo è nota come “Ergonomics” o Ergonomia, secondo la definizione della International Ergonomics Association:

“L’Ergonomia (o scienza del Fattore Umano) è la disciplina scientifica che studia interazioni tra essere umano e gli altri elementi di un sistema applicando teorie, principi, dati e metodi per progettare allo scopo di migliorare il benessere umano e le prestazioni del sistema.”

Il Fattore Umano si riferisce a quegli elementi quali lavoro, organizzazione, e individuo che hanno influenza sul comportamento e dunque anche conseguenze sugli obiettivi di salute e sicurezza.

L’obiettivo primario dell’approccio “Fattore Umano” è il miglioramento del livello di affidabilità dell’operatore e più in generale del sistema all’interno del quale il singolo lavoratore opera, tenendo conto della complessità di tutti gli elementi con i quali egli si deve interfacciare. Ciò implica evidentemente la tendenza a minimizzare la presenza di errori: le più dirette applicazioni connesse agli studi sul fattore umano analizzano infatti l’errore umano, inteso come squilibrio tra le componenti del sistema “uomo-macchina-ambiente” che provoca un abbassamento dell’affidabilità dell’intero sistema anche se le singole componenti mantengono elevata affidabilità.

Per una corretta analisi di uno - o più - dei molteplici aspetti che caratterizzano un’Organizzazione, come ad esempio un’azienda, occorrerà dunque innanzitutto studiare l’Organizzazione nel suo complesso, quindi addentrarsi nell’insieme di relazioni che legano gli elementi, ovvero i materiali, le regole, le persone, che la costituiscono, per passare infine alla gestione dei “modi di essere ed agire” dei gruppi sociali di individui (comportamenti e aspetti psicosociali).

Allegati

Comportamenti

L’origine dell’analisi scientifica dei comportamenti umani – o Behavior Analysis – storicamente coincide con gli studi e dagli esperimenti del fisiologo russo Ivan Pavlov (1849-1936) e di psicologi americani come John B. Watson (1878-1958). È però solo con le sperimentazioni e le scoperte dovute a B. F. Skinner (1904-1990 che nasce la moderna psicologia del comportamento.

 

Skinner, con i testi “The Behaviour of Organisms” del 1938 e “Science and Human Behaviour” del 1953, pone le basi per la scoperta delle leggi e dei più importanti paradigmi del comportamento umano, dando origine ad un modo nuovo di concepirne le cause e consentendo così di allargare le possibilità di influire sui comportamenti osservabili.

 

Grazie agli esperimenti di Skinner è stato possibile dimostrare che i comportamenti umani sono prevedibili e controllabili attraverso una opportuna gestione di due classi di stimoli generati dall’ambiente esterno: gli stimoli “antecedenti” che la persona riceve prima di attuare un comportamento e gli stimoli “conseguenti” erogati immediatamente dopo il comportamento.

 

In seguito alle scoperte di Skinner un numero crescente di ricercatori ha progressivamente messo a punto innumerevoli tecniche per la modifica e la gestione dei comportamenti in quasi tutti gli ambiti di applicazione e, a partire dalla metà degli anni settanta, anche in ambito organizzativo e nello specifico campo della sicurezza sul lavoro.

Ultimo aggiornamento: 31/05/2019