INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Comfort termico

Il microclima è l’insieme degli aspetti fisici che caratterizzano l’aria degli ambienti confinati; un microclima confortevole suscita nella maggior parte degli individui una sensazione di soddisfazione per l’ambiente termico, detta benessere termo-igrometrico o comfort termico. Nello stato di benessere termico il soggetto non avverte sensazioni né di caldo né di freddo; il comfort termico è quindi definito come condizione mentale di soddisfazione nei riguardi dell’ambiente termico.
Le condizioni microclimatiche rappresentano un importante fattore ergonomico da tenere sotto controllo, perché possono arrecare un notevole disagio ai lavoratori. La maggior parte della popolazione trascorre infatti molto tempo all’interno di edifici chiusi, lamentando spesso disagi riferibili agli aspetti microclimatici dei locali ove svolge la propria attività.
Il complesso delle variabili microclimatiche condiziona lo scambio termico dell’uomo con l’ambiente e influenza la percezione dell’ambiente termico da parte degli occupanti. I principali fattori fisici che determinano il microclima sono la temperatura, l’umidità relativa, la temperatura radiante e la velocità dell’aria, mentre importanti variabili individuali o soggettive sono il metabolismo, il vestiario indossato e il tipo di attività svolta.
Il benessere termico comprende condizioni di comfort globale, cioè di tutto l’organismo, e comfort di tipo locale, relativo a specifiche parti del corpo. Il comfort termico globale è legato al mantenimento di condizioni di neutralità termica del corpo attraverso la risposta fisiologica del sistema di termoregolazione, che mantiene costante la temperatura del nucleo corporeo. Il comfort locale è invece legato agli scambi termici localizzati in alcune aree superficiali del corpo. Nella situazione ottimale non c’è alcuna causa che induca sensazioni di discomfort, in nessuna parte del corpo.
Le condizioni microclimatiche possono costituire un rischio per la salute e influenzano la sensazione di benessere. Per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori occorre misurare lo scostamento delle condizioni microclimatiche reali da quelle di benessere: il datore di lavoro deve provvedere a mantenere il microclima degli ambienti di lavoro in condizioni prossime a quelle di benessere.

ALLEGATI

Strategie progettuali

Per favorire il comfort termico è bene adottare strategie tecnico-progettuali già in fase di costruzione e/o ristrutturazione degli edifici, anche per migliorare l’uso delle risorse energetiche. La maggior parte della popolazione trascorre infatti circa il 90% della propria vita all’interno dell’ambiente costruito.
Per garantire un buon isolamento è indispensabile ridurre le dispersioni di calore, utilizzando materiali con elevata inerzia termica; occorre isolare le pareti verticali, le pareti vetrate e le coperture ed inserire impianti di condizionamento e riscaldamento ad elevata efficienza, possibilmente dotati di dispositivi di controllo in remoto della temperatura, cronotermostati e/o valvole termostatiche. E’ opportuno controllare la ventilazione naturale per impedire l’umidità, mediante adeguati sistemi di ricambio d’aria, come i serramenti apribili con bassa permeabilità all’aria.
Quindi è importante eseguire uno studio del funzionamento bioclimatico dell’edificio, con eventuale ripristino degli elementi di ventilazione non utilizzati; si può agire sul guadagno termico passivo attraverso la riflessione e la diffusione della luce e l’uso di tende in tessuto filtrante, veneziane microforate e pellicole.
Gli indici di comfort termico e i metodi per calcolarli sono stati elaborati dalla norma tecnica UNI EN 15251:2008 (Criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione e all’acustica).
Secondo tale norma le temperature di comfort accettabili dipendono dal tipo di sistema usato per fornire il comfort. Se il raffrescamento è fornito con sistema attivo, le temperature interne devono rispettare il modello di Fanger. Se invece il comfort termico è mantenuto mediante strategie di raffrescamento passivo (senza apparecchi meccanici), i limiti di temperatura sono imposti dal modello adattativo, basato sul fatto che le persone sottoposte ad un carico termico tendono naturalmente ad adattarsi alle mutevoli condizioni dell’ambiente, definendo temperature maggiori e più flessibili rispetto al modello di Fanger.
La temperatura di comfort adattativa ottimale è definita come la temperatura per la quale è massimo il numero di persone soddisfatte e dipende dalla temperatura media esterna. Può essere raggiunta utilizzando strategie di raffrescamento passivo, come l’ombreggiamento delle finestre e la ventilazione notturna, senza necessità di raffrescamento meccanico.
Per migliorare l’efficienza energetica, garantendo ottimali condizioni di comfort interno e di qualità dell’aria, la costruzione degli edifici deve quindi integrarsi con le tecnologie bioclimatiche. Lo scopo dell'architettura bioclimatica è infatti il controllo del microclima interno, con impiego di strategie progettuali passive che, minimizzando l'uso di impianti meccanici, ottimizzano l'efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente.

Ultimo aggiornamento: 18/11/2019