INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Attrezzature marcate CE

La legislazione prevede espressamente che le attrezzature di lavoro marcate CE siano conformi alle specifiche disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto.

Rappresentando esemplificativamente i concetti summenzionati per quanto riguarda la conformità delle attrezzature di lavoro che ricadono nel campo di applicazione della direttiva macchine, essendo queste quelle maggiormente rappresentative, potremmo avere:

  1. macchine, apparecchi, utensili o impianti conformi alle specifiche disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto e dotati di marcatura e dichiarazione di conformità CE. Nel caso più ricorrente ovvero di prodotti rientranti nel campo di applicazione del d.lgs. 17/2010 (disposizione nazionale legislativa e regolamentare di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto sulle macchine) tale conformità è generalmente richiesta dopo il 21/09/1996;
  2. macchine, apparecchi, utensili o impianti immessi sul mercato prima dell’emanazione di specifiche disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto ossia non marcati CE e che hanno subito modifiche "sostanziali": in questo caso se l’attrezzatura di lavoro ha subito, nel corso del suo utilizzo, modifiche "sostanziali", intese come modifiche delle modalità d'utilizzo e delle prestazioni previste dal fabbricante originale, allora deve essere assoggettata dal datore di lavoro a nuova messa in servizio ossia a una nuova procedura di valutazione di conformità prevista dalle direttive comunitarie di prodotto pertinenti. Per le macchine questa è declinata dall’art. 3 del d.lgs. 17/2010 e s.m.i.
Una violazione degli obblighi previsti dall’articolo 70 del d.lgs. 81/08 prevede specifiche sanzioni al datore di lavoro e pertanto questa fase di gestione in sicurezza delle attrezzature di lavoro deve essere seguita in moto attento.

Si precisa che la marcatura CE, comunque, non solleva il datore di lavoro da qualsiasi responsabilità nell’acquisto e nella messa in servizio. Infatti la macchina, pur essendo marcata CE, non deve presentare “carenze palesi” alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, che erroneamente il fabbricante non ha colmato in fase di progettazione e costruzione della stessa. Per la trattazione dettagliata dei vizi palesi e occulti si rimanda alla pagina specifica di questa stessa Area tematica di Conoscere il rischio.

Di seguito in tabella, in linea con quanto già rappresentato, si riportano alcune attrezzature di lavoro specificando la prima disposizione legislativa di recepimento nazionale della relativa direttiva comunitaria di prodotto e la specifica data di applicazione della stessa.

Attrezzatura di lavoro Prima disposizione legislative di recepimento nazionale [direttiva comunitaria di prodotto] Data di applicazione di specifiche disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto
Macchina operatrice e utensili d.p.r. 459/96 [89/392/CEE] 21/09/1996
Impianto di processo d.p.r. 459/96 [89/392/CEE] 21/09/1996
Giocattoli d.lgs. 313/91 [88/378/CEE] 20/10/1991
Dispositivo medico d.lgs. 46/97 [93/42/CEE] 21/03/1997
Pacco bombole per lo stoccaggio del metano d.lgs. 93/2000 [97/23/CE] 30/05/2002
Macchine ordinarie da ufficio d.lgs. 626/96 [93/68/CEE] 31/12/1996

Tabella – data di emanazione di specifiche disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto per specifiche attrezzature di lavoro

Altri prodotti

Il marchio CE (Conformità europea) è un contrassegno che apposto su un prodotto ne attesta il rispetto dei requisiti essenziali in materia di salute, sicurezza e tutela dell'ambiente necessari alla sua commercializzazione e utilizzo nell’ambito dell’Unione europea.

È valido per i prodotti realizzati sia all'interno che all'esterno del SEE (Spazio Economico Europeo) ed è obbligatorio per tutti quelli disciplinati da una direttiva comunitaria.

La marcatura CE viene apposta dal fabbricante che deve seguire un’apposita procedura.
Il fabbricante, oltre all’applicazione del marchio, redige la dichiarazione di conformità, con la quale garantisce al consumatore, sotto la sua responsabilità, che i suoi prodotti rispondono a tutte le disposizioni della Comunità europea che prevedono il suo utilizzo, dalla progettazione, alla fabbricazione, all’immissione sul mercato, alla messa in servizio fino allo smaltimento.

Sempre il fabbricante, infine, predispone il fascicolo tecnico che tiene a disposizione delle autorità nazionali a fini di ispezione per almeno 10 anni dall’ultima data di produzione.

Il fascicolo tecnico contiene:
  • una descrizione generale del prodotto
  • dati identificativi del fabbricante
  • disegni di massima relativi alla progettazione e alla fabbricazione
  • elenco delle norme armonizzate adottate completamente o in parte per dimostrare la conformità del prodotto alla direttiva a cui fa riferimento
  • eventuale analisi dei rischi
  • eventuali verbali delle prove effettuate sul “Prodotto tipo”
  • manuale di installazione, uso e manutenzione del prodotto
  • una copia della dichiarazione di conformità
Il manuale di installazione, uso e manutenzione, la dichiarazione di conformità ed etichetta devono accompagnare qualsiasi prodotto in commercio.

Alcuni prodotti possono circolare liberamente nel mercato europeo senza l’apposizione del marchio in quanto per essi è sufficiente che siano accompagnati da una dichiarazione o da un certificato di conformità. Questo può accadere in caso di direttive che escludano l’apposizione della marcatura "CE" su alcuni prodotti. Per altri prodotti la marcatura CE è strettamente necessaria perché rientrano nel campo di applicazione di direttive che la richiedono espressamente.

Si riportano alcune tra le più note disposizioni comunitarie destinate a prodotti che devono riportare la marcatura CE:
  • apparecchi a gas (regolamento UE 2016/426 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE);
  • macchine (direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE)
  • materiale elettrico utilizzabile a bassa tensione (direttiva 2014/35/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato del materiale elettrico destinato a essere adoperato entro taluni limiti di tensione);
  • attrezzature per la misurazione della compatibilità elettromagnetica (direttiva 2014/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica)
  • attrezzature con emissione di rumore nell'ambiente (direttiva 2000/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’8 maggio 2000 sul ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto);
  • dispositivi radio e per telecomunicazioni (direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 1999, riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità). 

Ultimo aggiornamento: 11/09/2019