INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Suggerimenti pratici per l’intervento fisioterapico durante le fasi del percorso riabilitativo-educativo all’uso del monosci

Ambito: Sport
Rivista: Tesi di Laurea in Fisioterapia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Università di Ferrara
Anno di pubblicazione: 2013
 

Negli ultimi anni l’introduzione della sport-terapia come parte integrante del progetto riabilitativo dei pazienti che hanno subito una lesione midollare, un’amputazione, presentano spina bifida o altre patologie, è stata riconosciuta dal punto di vista scientifico e metodologico.
La sport-terapia è un mezzo che, utilizzando metodiche diverse, ha lo scopo di contribuire al raggiungimento del massimo livello di autonomia compatibile con la disabilità, favorendo il recupero delle capacità motorie residue e la resistenza allo sforzo. Tutto ciò facilita il raggiungimento dell’indipendenza nelle attività di vita
quotidiana e migliora lo stato psicologico, favorisce la socializzazione e l’autostima del soggetto.
Contemporaneamente è necessario definire un training di educazione mirato che faciliti l’acquisizione del gesto tecnico specifico e riduca i rischi di infortuni e traumi durante la pratica sportiva sia a livello amatoriale e a maggior ragione a livello agonistico.
L’interesse per gli sport invernali, e lo sci alpino in particolar modo, destinati alle persone con disabilità fisica è in notevole crescita. La costruzione e l’innovazione dell’attrezzatura apposita, come il monosci o il tamdemski, consente la pratica di tale sport ad un numero sempre maggiore di persone con diverse tipologie di disabilità, sia in autonomia che accompagnati da personale formato.
L’apprendimento motorio di nuovi schemi coinvolge fenomeni complessi e si realizza in tappe successive. Solo la pratica continua e l’apporto di informazioni multisensoriali rendono il gesto sicuro e fluido con costi energetici per realizzarlo che si riducono progressivamente. La figura del fisioterapista interviene nella fase precoce di avviamento allo sci, proponendo quest’attività al paziente e definendo un programma mirato e specifico; può inoltre continuare a seguire il paziente anche nelle fasi successive agevolando l’azione motoria con attività di mantenimento in palestra, mentre sulle piste viene seguito da maestri di sci che hanno una formazione specifica per l’addestramento delle persone con disabilità fisica.
La mancanza di un’analisi cinematica e biomeccanica del gesto sportivo, eseguita con strumenti e secondo metodi scientifici, ha reso necessario effettuare un’analisi osservazionale dei gesti motori che lo sciatore sitting effettua: il trasferimento dalla carrozzina al monosci, l’arrivo alle piste da sci utilizzando i normali impianti di risalita (seggiovia e skilift), la discesa vera e propria.
Sulla base del razionale teorico del motor learning e dell’allenamento sono state suggerite alcune attività fisioterapiche che è possibile proporre al paziente durante l’ultima fase di degenza ospedaliera e nelle prime fasi di avviamento allo sci alpino, al fine di favorire il gesto sportivo specifico, familiarizzare con l’attrezzo e ridurre il tempo necessario per l’addestramento specifico sulle piste.

Ultimo aggiornamento: 01/01/2013


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