INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Ricerca e sperimentazione

La ricerca scientifica è elemento essenziale al miglioramento continuo delle cure riabilitative e assistenziali; per questo il Crm investe risorse umane e finanziarie in progetti di ricerca biomedica tipo clinico e traslazionale (ossia finalizzata a trasferire i propri risultati nella diagnosi e terapia).
In particolare il Crm svolge attività di sviluppo e sperimentazione di nuovi sistemi robotici per la riabilitazione neuro-motoria, in collaborazione con Istituti di eccellenza nel settore quali l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
L'attività di ricerca si concretizza nella conduzione di studi clinici a cui i pazienti in cura presso il Crm sono invitati a partecipare, avendo quindi la possibilità di accedere a percorsi di cura innovativi e fruire di tecnologie avanzate.
I progetti di ricerca sono coordinati per il Crm dal dott. Paolo Catitti e le attività cliniche correlate ai trials sono seguite dalla dott.ssa Elisa Taglione, assieme ad un team di fisioterapisti per ciascuno studio. L’équipe del Crm si rende disponibile a tutti i colleghi degli uffici territoriali per ogni informazione utile ad agevolare la partecipazione degli Infortunati agli studi clinici, che costituiscono un’offerta riabilitativa di alto contenuto tecnologico e qualitativo.
 
 
Progetti in collaborazione con Iit – Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia logo IIT
La collaborazione per la ricerca tra Crm Inail di Volterra e Iit nasce nel dicembre 2011, con la sottoscrizione di un accordo che prevedeva due linee di ricerca nel campo della robotica per la riabilitazione:
  • Validazione clinica del dispositivo per la riabilitazione robotica della caviglia Arbot
    Il prototipo Arbot è stato sperimentato nell’ambito di uno studio clinico di confronto tra terapia robotica e trattamento convenzionale in 32 pazienti infortunati sul lavoro con frattura di caviglia o retropiede, concluso a settembre 2015, che ha dimostrato la sicurezza e l’ottima performance clinica del dispositivo.
  • Validazione clinica del dispositivo per la riabilitazione robotica del polso Wristbot
    Wristbot è tuttora in fase di sperimentazione nell’ambito di uno studio clinico finalizzato a valutare l’efficacia della riabilitazione robot-assistita in pazienti con deficit funzionale post-traumatico del polso. Trattasi del primo studio pilota di riabilitazione robotica nelle condizioni ortopediche post-traumatiche del polso.
 
 
Progetto in collaborazione con l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant’Annalogo Istituto  Robotica
Il progetto di ricerca, avviato con un accordo tra Crm Inail e Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pontedera (Pisa) sottoscritto nel dicembre 2012, è finalizzato alla realizzazione di un dispositivo robotico per la verticalizzazione e la mobilità in interno, denominato Rise, con caratteristiche tecnico-funzionali innovative e più avanzate rispetto agli attuali modelli commerciali, in grado di dare risposta alle esigenze di autonomia e di reinserimento delle persone con paraplegia o altro grave deficit motorio a carico degli arti inferiori.
Dopo una lunga fase di progettazione e di verifica dei requisiti e delle specifiche, il dispositivo è stato realizzato, ha superato le prove di validazione tecnica e sarà a breve validato nella clinica riabilitativa con uno studio pilota su pazienti con paraplegia da lesione midollare; l’obiettivo principale del trial sarà valutare le prestazioni dell’ausilio in termini di impatto psico-sociale e di capacità di aiutare il paziente a risolvere i problemi della vita quotidiana, con particolare riferimento alla mobilità ed all’accessibilità all’interno del proprio ambiente di vita, ma anche allo svolgimento di attività lavorative compatibili.
Rise è stato di recente brevettato e presenta buone potenzialità di trasferimento tecnologico.

 
LIMFA Therapy®
Un’ulteriore linea di ricerca in atto riguarda l’efficacia delle cure fisiche mediante campi elettro-magnetici. L’azienda Eywa s.r.l. ha commercializzato in Italia un dispositivo medico, denominato Limfa Therapy®, per la terapia mediante campi magnetici complessi ultradeboli a campo variabile, che utilizza segnali magneto-elettrici complessi multi-frequenziali a bassissima frequenza in grado di stimolare i fisiologici processi di guarigione dei siti di frattura scheletrica non ancora consolidati.
L’incidenza di ritardo di consolidazione o evoluzione in pseudoartrosi delle fratture scheletriche è stimata tra il 5 e il 10%, con notevole impatto sulla qualità della vita dei soggetti colpiti e sui costi sanitari.
Per questo il Crm, in collaborazione con Eywa, si è fatto promotore di un trial clinico per valutare l’efficacia del trattamento con campi magnetici ultradeboli rispetto al trattamento convenzionale nell’accelerare la guarigione dei ritardi di consolidazione e delle pseudoartrosi in esito a fratture scheletriche degli arti.
Gli infortunati che aderiscono a questo studio sono trattati con un programma integrato di terapia fisica e riabilitativa e valutati a 5 settimane dall’inizio delle cure, andando a verificare se già in questo intervallo di tempo siano intervenuti progressi rx-percepibili dei fenomeni riparativi della frattura.




Certificazione UNI EN ISO 9001-2008 registrazione numero 4151-A logo accreditamento

Accreditato da Regione Toscana quale “Presidio redidenziale e semiresidenziale di riabilitazione funzionale costituito da 23 posti letto a ciclo continuo e 23 posti letto a ciclo diurno e centro ambulatoriale di recupero e riabilitazione funzionale" decreto dirigenziale n. 4833 del 4 novembre 2011.

Ultimo aggiornamento: 04/08/2016