INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Notiziario n. 4 del 30 ottobre 1970

Accertamento diagnostico in tema di silicosi. Esami complementari.

Organo: INAIL - DIREZIONE GENERALE
Documento: Notiziario n. 4 del 30 ottobre 1970
Oggetto: Accertamento diagnostico in tema di silicosi. Esami complementari.

ACCERTAMENTO DIAGNOSTICO IN TEMA DI SILICOSI

Ai fini della necessaria uniformità di trattazione delle pratiche di silicosi, si impartiscono le seguenti istruzioni sulle metodologie da seguire per gli esami clinico-fisici, radiologici e di laboratorio.
Altre istruzioni saranno emanate, appena possibile, in riferimento agli accertamenti tecnologici del rischio.


ANAMNESI
L'anamnesi familiare e personale nonché, soprattutto, quella lavorativa devono essere raccolte sempre e nel modo più preciso possibile, onde completare l'accertamento tecnico del rischio: in particolare dovranno essere acquisiti elementi sui mestieri sercitati e sulle mansioni svolte durante tutta la vita lavorativa.
Nel caso specifico della silicosi sarà necessario porre delle domande particolari che permettano di valutare quale sia stata la pericolosità effettiva alla quale l'operaio è stato esposto.
Gli elementi così acquisiti - che presuppongono una buona conoscenza delle lavorazioni da parte di chi raccoglie l'anamnesi - potranno poi essere integrati, corretti o precisati con quelli derivanti dall'indagine tecnica, cosicché nel complesso il sanitario possa avere a disposizione le più utili notizie di valutazione del rischio.

ESAME OBIETTIVO
Dovrà consistere in un esame generale ed in un esame particolareggiato degli apparati circolatorio e respiratorio.
L'esame delle condizioni generali comporta la rilevazione dei seguenti dati:

  • altezza in cm.
  • peso in Kg.
  • pressione arteriosa massima e minima
  • frequenza del polso e del respiro al minuto primo
  • tipologia costituzionale (longilineo, normolineo, breviline)
  • sviluppo della muscolatura e dell'adipe
  • rilievo di eventuali cianosi, di edemi e di ippocratismo digitale
  • stato del sensorio e dell'apparato masticatorio
  • stato della cute
  • pervietà o meno dei canali nasali.

Per ciò che concerne l'apparato respiratorio occorre procedere ai seguenti accertamenti:

Ispezione: frequenza degli atti respiratori a riposo. Eventuale dispnea a riposo. Atteggiamento respiratorio. Simmetria toracica ed eventuali deformazioni. Turgore o meno delle vene giugulari.

Palpazione: F.V.T. (normotrasmesso - diminuito - accentuato)

Percussione: iper o ipofonesi nei due campi con particolare riguardo alle basi. Mobilità delle basi.

Ascoltazione: murmure vescicolare (normale - rinforzato - aspro - diminuito). Eventuale presenza di rumori patologici (soffi - ronchi - sibili - rantoli - crepitii -sfregamenti pleurici) e di espirazione prolungata.

Per gli altri organi ed apparati l'esame dovrà segnalare la presenza delle alterazioni eventualmente rilevate.

ESAME RADIOGRAFICO DEL TORACE
a) Seguendo le raccomandazioni tecniche del B.I.T., si consiglia:

  • radiografie con larga gamma di sfumature e non pellicole a forte contrasto;
  • tensioni al tubo radiogeno fra 60 e 80 Kv:
  • tempi di esposizione dell'ordine di secondi 0,04 - 0,06;
  • intensità dell'ordine dei 200 - 400 mA;
  • uso di tubi ad anodo rotante con fuoco fisso possibilmente di mm. 1,2 per 1,2 o, al massimo, di mm. 2 per 2;
  • distanza fuoco - film: cm. 180;
  • adozione di griglie mobili su Potter-Bucky verticale (ratio 8,5);
  • uso di dispositivi per l'esposizione automatica (tipo Jontomat);
  • uso di schermi di rinforzo e pellicole di media intensità;

b) Altre metodiche, quali radiogrammi eseguiti facendo praticare al paziente la prova di Valsalva, la tomografia, l'ingrandimento geometrico, potranno risultare utili in casi particolari.

c) Sulla pellicola radiografica devono risultare, oltre alle generalità ed alla data, i dati tecnici con i quali è stata eseguita.

d) L'interpretazione dei radiogrammi dovrà attenersi alla nuova classificazione del B.I.T. proposta nel 1968, di cui si allega schema; è sottinteso però che tale interpretazione dovrà essere preceduta da una descrizione particolareggiata del reperto obiettivo.

FUNZIONALITÀ CARDIO - RESPIRATORIA
I seguenti esami funzionali dovranno essere eseguiti, nell'ipotesi in cui non fosse possibile presso gli ambulatori della Sede, sempre ambulatoriamente e per ogni caso presso Istituti di Medicina del lavoro, Ospedali civili o, comunque, presso unità sanitarie locali convenientemente attrezzate:

  • elettrocardiogramma;
  • spirografia con determinazione di CV, VEMS e misura del VR con metodi e strumenti rispondenti agli standard della CECA;'
  • eventuale ossimetria a riposo.

Si raccomanda la conservazione, in allegato alla relativa documentazione medica della pratica, dei tracciati spirografici.
Qualora, inoltre, si riscontrasse una contraddizione tra i dati clinico-radiologici ed i dati spirografici a riposo, i pazienti dovranno essere sottoposti anche a spirometria completa e ad esame della funzionalità cardio-respiratoria durante lavoro muscolare.
In particolare quest'ultimo esame dovrà consistere, ed i sanitari della Sede dovranno accertarsene, in:

  • esame e.c.g. preventivo;
  • lavoro standardizzato (di 30 Watts ogni 3 minuti primi fino alla frequenza di polso d 150/m') con rilievo di ventilazione, di frequenza respiratoria, frequenza cardiaca, consumi di ossigeno.

Il complesso delle prove funzionali dovrà consentire la valutazione del livello di incapacità facendo riferimento agli standard CECA, ritenendo anormale il parametro che si discosta di almeno una deviazione standard dal valore limite teorico. Il danno funzionale sarà espresso in termini di:

  • deficit di grado lieve,
  • deficit di grado medio,
  • deficit di grado grave,
  • deficit di grado gravissimo.

ESAMI COMPLEMENTARI

Dovranno essere eseguiti in ogni caso, distinguendo se trattasi di primo accertamento o di revisione, i seguenti esami:
a) Primo accertamento:

  • emocromo,
  • V.E.S.,
  • escreato, con particolare riguardo alla ricerca del micobatterio di Koch in arric-chimento,
  • E.C.G.,
  • reazione di Wassermann sul siero ed equivalenti,
  • esame urine chimico microscopico.

b) Revisione:

  • V.E.S.,
  • escreato (come sopra),
  • E.C.G.,
  • eventuali altre indagini utili, a giudizio discrezionale del medico, caso per caso.

L'insieme degli accertamenti, come sopra suggerito, dovrà essere eseguito per ogni caso di silicosi non solo presso le unità periferiche dell'Istituto, ma anche presso gli Istituti di Medicina del lavoro allorché questi vengano delegati ad eseguire gli accertamenti stessi ambulatoriamente.
Sarà compito dei Dirigenti sanitari delle Sedi controllare affinché i detti Istituti seguano lo schema delle presenti istruzioni in modo da raggiungere lo scopo prefissato, e cioè che ogni pratica di silicosi sia trattata, ovunque, con gli stessi metodi di accertamento diagnostico utili ai fini valutativi.

IL DIRETTORE GENERALE
(Dr. Emanuele M. Bosio)

Ultimo aggiornamento: 14/05/2013


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