INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

Istruzione operativa del 13 febbraio 2012

Decreto legge n. 201/2011 convertito con modificazioni nella legge n. 214/2011 Articolo 6. Abrogazione causa di servizio, equo indennizzo e pensione privilegiata. Riflessi in ambito INAIL

Con l'articolo 6 del d.l. n. 201/2011, convertito con modificazioni nella legge n. 214/2011, è stata disposta l'abrogazione degli istituti relativi all'accertamento della dipendenza dell'infermità da causa di servizio, dell'equo indennizzo, del rimborso delle spese di degenza derivanti da causa di servizio, della pensione privilegiata. La norma contempla, tuttavia, alcune ipotesi derogatorie.

Infatti, la disposizione di cui al primo periodo del comma 1 dell'art. 6 predetto, non si applica nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico (ad esempio: Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, etc.). La non applicabilità della disposta abrogazione al personale citato si giustifica in relazione al fatto che tali soggetti sono, come noto, esclusi dalla tutela INAIL.

Ne deriva che mentre nulla cambia per il personale militare, diverso sarà per il personale civile pubblico, nei confronti del quale, a fronte dell'abrogazione dei succitati istituti (causa di servizio, pensione privilegiata ed equo indennizzo), per espressa previsione dell'art. 6, c. 1, in esame, rimane comunque garantita la tutela INAIL, assicurata in alcune fattispecie con la peculiare forma della "gestione per conto" ai sensi dell'art. 127 T.U., comma 2, e del D.M. 10/10/1985.

L'ambito di applicazione della disposizione comprende, dunque, i dipendenti civili dello Stato ed i dipendenti delle altre pubbliche amministrazioni i quali, per espresse disposizioni normative, avevano diritto ai trattamenti privilegiati e all'equo indennizzo per causa di servizio1.

Ulteriori ipotesi derogatorie riguardano i seguenti casi:

  • procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto in esame;
  • procedimenti per i quali, alla stessa data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda;
  • procedimenti instaurabili d'ufficio per eventi occorsi prima dell'entrata in vigore del predetto decreto.

Il testo normativo è chiaro nel prevedere l'applicazione invariata delle norme sulla causa di servizio alle fattispecie che rientrano nelle ipotesi derogatorie.

La disposizione in esame non ha riflessi diretti sulla tutela INAIL né per quanto attiene alla pensione privilegiata2, né per quanto riguarda l'equo indennizzo3. Il richiamo alla tutela contro gli infortuni e le malattie professionali ha la sola funzione di ribadirne la sussistenza e la esaustività ai fini della protezione contro i danni causati dal lavoro.

In considerazione di quanto sopra esposto, si raccomanda che, per i casi verificatisi a decorrere dal 6 dicembre 2011, sia valutata con particolare attenzione la sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi di assicurabilità.

Al riguardo, appare opportuno rammentare che la Corte di Cassazione ha affermato che si deve riconoscere un carattere meramente esemplificativo all'elencazione contenuta nell'art. 1, comma 3, del d.p.r. n. 1124 del 1965, sicché, in virtù del principio generale secondo cui a parità di rischio infortunistico deve corrispondere parità di tutela, la predetta tutela va riconosciuta a tutte le attività lavorative assimilabili a quelle espressamente elencate, in quanto presentano il medesimo rischio (per tutte, Cassazione civile,  sez. lav., 20 novembre 2002, n. 16364). 

Il medesimo valore solo esplicativo ed esemplificativo delle attività in relazione alle quali ricorre il presupposto dell'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali è attribuito all'elencazione, di cui all'art. 4 T.U., delle categorie di lavoratori protetti (Cassazione civile, sez. lav., 7 novembre 2000, n. 14474).

Ciò precisato, al fine di garantire l'operatività della tutela assicurativa entro i limiti consentiti dall'ordinamento e di evitare il ricorso al contenzioso giudiziario, si sottolinea altresì la necessità di prestare la massima cura anche nell'applicazione delle disposizioni relative alla sussistenza del rischio ambientale4 e del rischio elettrico5.

A fronte del predetto quadro normativo e giurisprudenziale si ritiene, pertanto, che le fattispecie per le quali non sono più operativi gli istituti in oggetto possano essere ricomprese, fatte salve ipotesi residuali, nell'ambito della tutela antinfortunistica assicurata dall'Istituto.

 

IL DIRETTORE CENTRALE
(Dott. Luigi SORRENTINI)

 

[1]Ad es.: dipendenti degli enti ospedalieri (successivamente integrati nei dipendenti delle Unità Sanitarie Locali - D.P.R. n. 130/1969); personale degli Enti locali - D.P.R. n. 191/1979
[2]D.P.R. 1092/1973 e s.m.i.
[3]Cfr. D.P.R. n. 3/1957 e D.P.R. 686/1957 e s.m.i.
[4]Cfr. circ. 24/1994
[5]Cfr. circ. 80/86

Ultimo aggiornamento: 23/05/2013

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