INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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29/02/2024

Sport senza barriere, “Il nuoto: medicina per il corpo e per la mente” la storia di Daniele Pagliari

È online un nuovo episodio della serie video dedicata ai nostri assistiti che hanno subito infortunio sul lavoro. Ognuno di loro racconta come, grazie alla pratica sportiva e ai servizi messi a disposizione dall’Inail, abbia seguito con successo un percorso di riabilitazione e reinserimento sociale

Immagine di Daniele Pagliari
ROMA – “Credo che lo sport sia una medicina per il corpo e per la mente. Mi auguro che tutte le persone infortunate possano appassionarsi a un’attività sportiva e mettersi in gioco, soprattutto perché presto o tardi i risultati arrivano: non risultati agonistici, ma conquiste personali per la propria vita”. Daniele Pagliari, 35 anni, a luglio 2018 è stato vittima di un grave infortunio sul lavoro. Titolare di una piccola impresa edile nelle Marche, Daniele stava lavorando alla pavimentazione di un garage quando è rimasto coinvolto in un incendio, che ha provocato ustioni su circa il 60% del suo corpo.

L’incidente, le cure, il recupero. “Ho sentito un boato e all’improvviso ero circondato da fiamme alte circa un metro e mezzo. Nel tentativo di liberarmi, sono scivolato e caduto all’indietro sul fuoco. La sostanza con cui stavo lavorando ha fatto sì che le fiamme si attaccassero alla parte posteriore del mio corpo. Sono stato velocissimo a rialzarmi e mi sono rotolato a terra per spegnere il fuoco, ma oramai il più era fatto”. Dopo un mese in ospedale, Daniele riesce a recuperare in fretta, inizia un percorso di riabilitazione e dopo alcuni anni, torna a praticare sport. Partecipa a corsi di nuoto per gli infortunati sul lavoro grazie a un accordo tra Inail e Comitato Paralimpico. “Un’attività benefica sia per il corpo che per la mente – racconta. In acqua riesco ad allungare le cicatrici, che tendono sempre a costringere un po’ il corpo. Soprattutto, l’acqua esercita un’azione di massaggio sulle cicatrici, che mi consente di evitare in parte la fisioterapia. E questo allenta anche le tensioni psicologiche e mi fa sentire rilassato.

Nel 2022 avviati 905 assistiti alle discipline paralimpiche. Il reinserimento sociale delle persone con disabilità da lavoro attraverso lo sport affianca il sostegno economico destinato dall’Inail agli assistiti, e con il tempo ha acquisito un ruolo sempre più centrale tra le attività istituzionali. Attraverso il Centro Protesi di Vigorso di Budrio, l’Istituto fornisce i servizi necessari per avviare il percorso di riabilitazione, servizi che possono includere anche protesi per praticare diverse attività sportive. Oltre al supporto offerto dal Centro Protesi, dalle filiali e dai punti di assistenza attivi sul territorio, Inail mette a disposizione dei propri assistiti, con la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico (Cip), corsi di avviamento allo sport con l’obiettivo di ottenere un maggior benessere psicofisico per gli infortunati e il loro reinserimento sociale. Nell’ambito della collaborazione con il Cip, tra le attività previste dal Piano quadriennale per la promozione e la diffusione della pratica sportiva delle persone con disabilità da lavoro, nel 2022 l’avviamento alle discipline paralimpiche ha coinvolto 905 assistiti.

L’impegno dell’Istituto per le persone con disabilità da lavoro. Grazie alle convenzioni stipulate con tutte le Regioni e ai numerosi accordi contrattuali con strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, nel 2022 sono state erogate 592.754 prestazioni a favore di 16.808 persone. La spesa sostenuta, pari a circa 9,3 milioni di euro, è in aumento rispetto al 2021, a conferma di un netto miglioramento della tutela sanitaria assicurata dall’Inail ai propri assistiti. Gli infortunati sul lavoro che hanno seguito i corsi di avviamento all’attività sportiva o che utilizzano i sussidi protesici messi a disposizione dall’Inail, anche per attività agonistica, si sono pienamente reinseriti nella società dopo l’infortunio. Inoltre, come dimostrano i protagonisti delle videostorie, hanno recuperato autonomia e voglia di vivere grazie allo sport. E questo, in alcuni casi, ha favorito anche il ritorno all’attività lavorativa, o la motivazione per cercare un nuovo lavoro.
 
L’eredità di Antonio Maglio. Precursore e personalità di riferimento in Italia nell’uso dello sport come strumento di riabilitazione e reinserimento sociale degli infortunati sul lavoro è stato proprio un medico dell’Inail, Antonio Maglio, ispiratore dei primi Giochi Paralimpici di Roma nel 1960. Il patrimonio di competenze che oggi ci appartiene in questo settore, affonda le radici in quegli anni. Il progetto “Sport senza barriere” è stato ideato per raccogliere quell’esperienza e testimoniarne il valore, offrendo un segnale di continuità.


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