INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Pesca

Nella pesca, sia che si parli di pesca marittima, lustre o fluviale, sia che si tratti di acquacoltura, può esservi la probabilità di essere esposti ad agenti biologici.

L’esposizione può avvenire essenzialmente per contatto accidentale delle mucose di occhi, naso e bocca con schizzi e gocce provenienti da animali infetti (ad esempio durante l’eviscerazione) o contatto indiretto con superfici e attrezzature di lavoro contaminate.

Gli agenti biologici più frequentemente risocntrati sono: Erysipelothrix rhusiopathiae, Mycobacterium marinum, M. fortuitum, M. chelona, M. balnei, Vibrio spp., Nocardia spp., Pseudomonas spp., Streptococcus spp., Yersinia spp., Clostridium tetani, Leptospira interrogans, Giardia spp.; Cryptosporidium spp., Anisakis spp.. Gli effetti sulla salute possono essere infezioni cutanee, gastroenteriti, congiuntiviti, allergie.

E’ fondamentale intervenire con una serie di misure di prevenzione e protezione quali:

  • disinfezione/decontaminazione/disinfestazione dell’ambiente di lavoro sia a bordo nave che in ambito portuale e delle attrezzature (vasche, magazzini, officine, zona incassettamento pescato)
  • utilizzo di spogliatoi e servizi igienici adeguati all’attività
  • vaccinazione antitetanica
  • corretto utilizzo di DPI (stivali, guanti, grembiule, mascherine, occhiali)
  • adeguata informazione e formazione degli addetti sul rischio biologico
  • sorveglianza sanitaria.

Ultimo aggiornamento: 12/12/2017