INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Allevamenti

Le attività a contatto con gli animali o con loro prodotti e deiezioni, possono determinare infezioni da microrganismi e parassiti che svolgono il loro ciclo vitale (o parte di esso) negli animali stessi o nel terreno (Clostridium tetani), e che sono responsabili delle cosiddette zoonosi.

Con il termine zoonosi si identifica un gruppo eterogeneo di infezioni batteriche, virali, da prioni e di parassitosi, che possono essere trasmesse all'uomo dagli animali, direttamente (per contatto con peli, uova, sangue o secrezioni varie) o indirettamente (attraverso la puntura di artropodi vettori o per ingestione di alimenti o acqua infetti). I microrganismi, infatti, possono penetrare nell'uomo attraverso ferite sporche di terra, morsi di animali infetti e punture di insetti che fungono da vettori.

Nel d.lgs 81/2008 l'allegato XLVI, riporta a titolo esemplificativo, alcune attività che possono comportare esposizione ad agenti biologici pericolosi e, tra queste, rientrano anche quelle in cui vi è contatto con gli animali e con i loro prodotti.

Le fonti di agenti biologici pericolosi possono essere i tessuti e i fluidi biologici infetti, le deiezioni, gli strumenti o le superfici di lavoro contaminate, il bioaerosol, i liquami e l'acqua contaminata.

I microrganismi presenti negli allevamenti animali sono numerosi e vari (virus, batteri, funghi, endoparassiti ed ectoparassiti); alcuni di essi interessano solo determinate specie animali e non sono patogeni per l'uomo, altri invece, sono in grado di causare patologie in più specie tra cui anche l'uomo.

Va ricordato che molte malattie infettive emergenti o riemergenti sono zoonosi (causate da patogeni provenienti da animali o da prodotti di origine animale) in grado di oltrepassare la barriera di specie. Pertanto, gli ambiti lavorativi maggiormente interessati sono quelli agricolo-zootecnici, con un particolare coinvolgimento dei lavoratori a contatto con animali infetti vivi o morti, aerosol, polveri o superfici contaminate da loro secrezioni.

A tutto ciò si aggiunge la sempre maggiore diffusione a livello globale di microrganismi resistenti agli antimicrobici, tanto che alcune infezioni si sono ripresentate in forme estremamente resistenti alle terapie convenzionali. Questo è il caso delle polmoniti batteriche, delle shigellosi e delle infezioni da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes.

Negli allevamenti animali è fondamentale quindi individuare i punti più critici relativi all’esposizione ad agenti biologici, tra cui ad esempio:

  • preparazione e distribuzione del mangime per l’inalazione di polveri organiche
  • rimozione delle deiezioni per il possibile contatto con fluidi biologici, deiezioni e strumenti contaminati, inalazione di bioaerosol
  • carico/scarico, trasferimento e movimentazione degli animali
  • lavaggio degli impianti e delle attrezzature per possibili schizzi contaminati
  • lavaggio e disinfezione degli automezzi di trasporto degli animali e delle zone di allevamento.
E’ quindi necessario intervenire a più livelli di prevenzione, protezione e controllo ambientale:
  • igiene e profilassi degli animali (esami sierologici, vaccinazioni, ecc.)
  • meccanizzazione di alcune lavorazioni; alimentazione automatica
  • manutenzione ordinaria e straordinaria
  • rimozione tempestiva delle deiezioni animali e dei residui alimentari
  • ispezione, assistenza ed interventi sugli animali, quali igiene della mammella pre e post mungitura, mungitura, vaccinazioni, terapie, castrazione, assistenza al parto ed agli agnelli, ecc.
  • disinfezione dello strumentario
  • rigorosa igiene, adeguata aerazione degli ambienti
  • regolare disinfestazione e derattizzazione ambientale
  • predisposizione di zone-filtro prima degli accessi agli spogliatoi
  • adozione di procedure adeguate per l’igiene e la sicurezza degli addetti
  • predisposizione di adeguati servizi igienico-sanitari
  • utilizzo di DPI (tuta da lavoro, stivali, guanti, occhiali, facciale filtrante)
  • adeguata informazione e formazione degli addetti sul rischio biologico
  • sorveglianza sanitaria
  • collaborazione con i servizi veterinari per la prevenzione.

 

Allegati

Ultimo aggiornamento: 30/11/2012