INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Nanomateriali a tre dimensioni in scala nanometrica

Metalli e ossidi metallici
Uno degli ossidi maggiormente utilizzati in forma nanometrica per la produzione di compositi è il Biossido di Titanio (TiO2). Questo materiale si presenta nella forma di una polvere cristallina di colore bianco che si trova in natura in tre differenti forme cristalline: Rutilo, Anatasio e Brokite. Il maggiore campo di utilizzo del biossido di titanio è quello dei pigmenti, dove viene usato come colorante bianco per la produzione di vernici, ma anche per la colorazione di materie plastiche e di cementi e suoi derivati.

Insieme all’Ossido di Zinco (ZnO) è utilizzato soprattutto nel settore cosmetico in prodotti quali creme da sole e rossetti. Inoltre, vista la sua proprietà di riflettere quasi perfettamente la radiazione infrarossa, è ampliamente utilizzato in campo aerospaziale. Ciò che rende interessante il biossido di titanio è la sua particolare proprietà di assorbire la radiazione ultravioletta presente all’interno dello spettro solare, divenendo una sostanza altamente reattiva.

Più esattamente, sotto l’azione della radiazione solare, gli elettroni più esterni del biossido di titanio, si liberano, permettendo all’ossigeno di reagire con sostanze organiche pericolose per l’uomo, che possono venire a contatto con l’ossido, trasformandole in molecole innocue come anidride carbonica e acqua. Tale meccanismo chiamato fotocatalisi, ha fatto sì che il biossido di titanio venisse studiato come ottimo candidato per la produzione di superfici autopulenti e antibatteriche.

C60 Fullerene

La scoperta dei Fullereni, una nuova forma di carbonio, risale alla prima metà degli anni ’80. Il nome attuale è stato dato in onore di Richard Buckminster Fuller, celebre architetto per avere diffuso la cupola geodetica con la forma dello stesso poliedro. Il C60 ha un diametro di circa 1 nm ed è composto da 60 atomi di carbonio disposti in esagoni e pentagoni che insieme sembrano formare un pallone da calcio.

I fullereni possono essere impiegati come vettori di altre molecole, per lubrificare le superfici, per la somministrazione di farmaci nel corpo e in apparecchiature elettroniche e ottiche.

Ultimo aggiornamento: 22/10/2018