INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

Valutazione del rischio

Le patologie correlate all'amianto sono determinate dall'inalazione delle fibre. Valutare i rischi legati all'amianto significa quindi verificare la probabilità che queste vengano rilasciate dai materiali e successivamente inalate.
Nella valutazione del rischio per l'amianto occorre quindi tenere in considerazione:

  • la natura dei materiali: quelli più friabili tendono più facilmente a rilasciare fibre in aria
  • lo stato di degrado dei materiali: quelli più deteriorati rilasciano più facilmente fibre
  • l'accessibilità dei materiali: un materiale confinato è meno a rischio di uno "a vista"
  • la possibilità che questi siano perturbati: se il materiale è disturbato tenderà a rilasciare fibre.
Andranno considerati tutti quei fattori che favoriscono il rilascio di polvere: gli agenti atmosferici, le correnti d'aria, le azioni meccaniche ecc..
Uno dei modi più efficaci di valutare il rischio è quello di effettuare delle indagini che permettono di stabilire la concentrazione delle fibre disperse in aria (aerodisperse). I valori di concentrazione si esprimono appunto in fibre per litro ff/l o fibre per centimetro cubo ff/cc.
Per avere un'idea delle concentrazioni di riferimento si consideri che al di sotto di una tettoia in cemento amianto ci si aspetta valori inferiori a 1 ff/l, valore che può salire a qualche decina di ff/l durante una bonifica di amianto compatto fino a raggiungere qualche migliaio di ff/l durante una bonifica di materiali friabili. Nelle fabbriche in cui si producevano i materiali contenenti amianto che ora sono in esercizio si potevano raggiungere concentrazioni di decine di migliaia di ff/l.
La normativa italiana detta un limite di esposizione professionale pari a 100 ff/l medie su 8h per tutte le tipologie di fibre. Si tratta di un limite tecnico applicabile alle sole attività di bonifiche, manutenzioni e ai rarissimi caso in cui ci si espone ad amianto naturale.
Si legge spesso che "anche una sola fibra di amianto può ammalare": in senso statistico questa è un'affermazione esatta perché per l'amianto, come per altri cancerogeni, non esiste una soglia di esposizione che può essere definita "sicura". Se questo è vero dal punto di vista statistico, è altrettanto vero che tutti i dati a disposizione confermano che il rischio di contrarre le malattie è proporzionale alla quantità di fibre inalate e che l'esposizione al fumo di sigaretta aumenta in maniera significativa il rischio. Come riferimento per provare a collocare una soglia di accettabilità del rischio, può essere considerato il valore dettato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che indica che l'esposizione a 1 ff/l di amianto per tutta la vita determina un eccesso di malattie compresa tra 1 caso su 100.000 e uno su un milione di esposti.
 
Le tecniche di microscopia possono essere utilizzate per determinare la concentrazione ambientale di fibre aerodisperse. Il processo di campionamento e analisi prevede le seguenti fasi:
  • un quantitativo noto di aria viene filtrato su un'apposita membrana in grado di trattenere le fibre
  • i filtri sono trattati per la successiva analisi
  • si effettua il conteggio delle fibre depositate su una parte del filtro
  • si calcola per estrapolazione il numero totale di fibre raccolte durante il prelievo
  • si rapporta il n° delle fibre raccolte con il volume di aria filtrata per avere un parametro rappresentativo della contaminazione dell'ambiente o della lavorazione esaminata
  • la concentrazione viene espressa in numero fibre per litro (ff/L) o numero di fibre per centimetro cubo (ff/cm3).

Le fasi di campionamento e analisi per la Microscopia Ottica in Contrasto di Fase (MOCF) e la Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) sono disciplinate da metodiche specifiche che regolano ogni passaggio dal procedimento esposto. Ciò non toglie che questo tipo di determinazioni sia soggetto a errori di misura legati alle particolarità delle fibre e delle situazioni indagate.

Nel campionamento delle fibre aerodisperse occorre considerare almeno questi due fattori:
  • il prelievo deve essere effettuato in modo da garantire che le membrane abbiamo un carico di fibre tale da permettere l'analisi e ridurre la variabilità della misura
  • i dati devono essere rappresentativi della situazione indagata.

Queste due esigenze non sono sempre facili da combinare e trascurare l'una o l'altra può portare a commettere errori significativi.

L'art. 253 del D.Lgs 81/08, prevede che nelle indagini per la valutazione del rischio per i lavoratori "il conteggio delle fibre di amianto è effettuato di preferenza tramite microscopia a contrasto di fase, applicando il metodo raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1997 o qualsiasi altro metodo che offra risultati equivalenti".

Quanto alla SEM, la tecnica è citata del DM 6/9/94 riferito alle strutture edilizie. Nel decreto sono contenute le indicazioni metodologiche per il campionamento e l'analisi. Per tutto ciò che non è disciplinato dal decreto ci si può invece riferire alla norma ISO 14966: Ambient air - Determination of numerical concentration of inorganic fibrous particles - Scanning electron microscopy method.

Ultimo aggiornamento: 08/10/2019