INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Strategie progettuali

Per favorire il comfort termico è bene adottare strategie tecnico-progettuali già in fase di costruzione e/o ristrutturazione degli edifici, anche per migliorare l’uso delle risorse energetiche. La maggior parte della popolazione trascorre infatti circa il 90% della propria vita all’interno dell’ambiente costruito.
Per garantire un buon isolamento è indispensabile ridurre le dispersioni di calore, utilizzando materiali con elevata inerzia termica; occorre isolare le pareti verticali, le pareti vetrate e le coperture ed inserire impianti di condizionamento e riscaldamento ad elevata efficienza, possibilmente dotati di dispositivi di controllo in remoto della temperatura, cronotermostati e/o valvole termostatiche. E’ opportuno controllare la ventilazione naturale per impedire l’umidità, mediante adeguati sistemi di ricambio d’aria, come i serramenti apribili con bassa permeabilità all’aria.
Quindi è importante eseguire uno studio del funzionamento bioclimatico dell’edificio, con eventuale ripristino degli elementi di ventilazione non utilizzati; si può agire sul guadagno termico passivo attraverso la riflessione e la diffusione della luce e l’uso di tende in tessuto filtrante, veneziane microforate e pellicole.
Gli indici di comfort termico e i metodi per calcolarli sono stati elaborati dalla norma tecnica UNI EN 15251:2008 (Criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione e all’acustica).
Secondo tale norma le temperature di comfort accettabili dipendono dal tipo di sistema usato per fornire il comfort. Se il raffrescamento è fornito con sistema attivo, le temperature interne devono rispettare il modello di Fanger. Se invece il comfort termico è mantenuto mediante strategie di raffrescamento passivo (senza apparecchi meccanici), i limiti di temperatura sono imposti dal modello adattativo, basato sul fatto che le persone sottoposte ad un carico termico tendono naturalmente ad adattarsi alle mutevoli condizioni dell’ambiente, definendo temperature maggiori e più flessibili rispetto al modello di Fanger.
La temperatura di comfort adattativa ottimale è definita come la temperatura per la quale è massimo il numero di persone soddisfatte e dipende dalla temperatura media esterna. Può essere raggiunta utilizzando strategie di raffrescamento passivo, come l’ombreggiamento delle finestre e la ventilazione notturna, senza necessità di raffrescamento meccanico.
Per migliorare l’efficienza energetica, garantendo ottimali condizioni di comfort interno e di qualità dell’aria, la costruzione degli edifici deve quindi integrarsi con le tecnologie bioclimatiche. Lo scopo dell'architettura bioclimatica è infatti il controllo del microclima interno, con impiego di strategie progettuali passive che, minimizzando l'uso di impianti meccanici, ottimizzano l'efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente.

Ultimo aggiornamento: 18/11/2019