INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Ambienti termici moderati

Gli ambienti termici si suddividono convenzionalmente in ambienti severi (caldi o freddi) e in ambienti moderati.

Negli ambienti termici severi le condizioni microclimatiche possono compromettere gravemente la salute dei lavoratori.

Gli ambienti moderati caratterizzano in genere gli uffici e non comportano rischio di stress termico perché mancano importanti scambi termici fra soggetto e ambiente; le condizioni microclimatiche sono omogenee e poco variabili, l’attività fisica svolta è modesta e il vestiario indossato è piuttosto uniforme.

Questo tipo di ambienti termici non compromette l’incolumità dei lavoratori, ma può essere fonte di disagio e alterarne il benessere psico-fisico con riduzione della performance lavorativa.

In questi ambienti la misura delle condizioni microclimatiche si effettua per valutare gli indici di comfort termico, tuttavia non esistono riferimenti di legge che obbligano al rispetto di determinati valori di tali indici. In mancanza di limiti di legge si fa riferimento alla normativa tecnica nazionale ed internazionale.

La principale norma tecnica di riferimento per gli ambienti moderati è la UNI EN ISO 7730:2006 (Ergonomia degli ambienti termici – Determinazione analitica e interpretazione del benessere termico mediante il calcolo degli indici Pmv e Ppd e dei criteri di benessere termico locale).

Secondo tale norma, gli ambienti moderati sono caratterizzati da variabili oggettive comprese entro un ristretto intervallo:

  • temperatura dell’aria (ta) tra 10 e 30 °C;
  • temperatura media radiante (tr) tra 10 e 40 °C;
  • umidità relativa (ur) tra 30 e 70 %;
  • velocità dell’aria (va) tra 0 e 1 m/s.

In particolare per velocità inferiori a 0,05 m/s l’aria diventa stagnante e non c’è il ricambio prescritto dal D.lgs 81/2008.

Ultimo aggiornamento: 18/11/2019