INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Variabili oggettive e soggettive

Il comfort termico dipende da specifiche grandezze sia di natura oggettiva sia soggettiva.
Le prime, anche conosciute come grandezze termo-igrometriche, sono costituite dalla velocità dell’aria (Va), dall’umidità relativa (Ur, espressa in %), dalla temperatura dell’aria (Ta) e dalla temperatura media radiante (Tr), cioè la temperatura media delle superfici presenti nell’ambiente, incluso l’effetto prodotto dall’irraggiamento solare. In particolare le ultime due grandezze sono in grado di influenzare la sensazione termica agendo direttamente sulla cute e attivando in tal modo gli organi sensori. L’umidità relativa condiziona il tasso di evaporazione dell’acqua sia a livello cutaneo, influenzando l’entità della sudorazione, sia a livello degli alveoli polmonari, durante le fasi della respirazione. La velocità dell’aria infine favorisce la perdita di calore.
Tali grandezze sono in grado di modificare in modo sostanziale la percezione dell’ambiente termico da parte degli occupanti e quindi sul loro controllo devono indirizzarsi le strategie tese al miglioramento del comfort termico.
Le variabili soggettive che, insieme alle grandezze termo-igrometriche, influenzano gli scambi termici dell’organismo con l’ambiente sono rappresentate da:

  • il metabolismo dell’organismo (dispendio metabolico: M)
  • l’abbigliamento indossato (isolamento termico del vestiario: Icl)
  • la percentuale di energia metabolica impiegata per l’esecuzione di operazioni fisiche (rendimento meccanico: η, espresso in %).
Il tasso o dispendio metabolico M, uno dei parametri fondamentali per valutare l’effetto del microclima sul benessere termico, può essere calcolato sia con metodi diretti, misurando ad esempio il quantitativo di ossigeno consumato dal soggetto, sia con metodi indiretti, utilizzando dati contenuti in apposite tabelle di riferimento. I metodi di tipo indiretto sono più semplici da applicare ma presentano un maggior margine di imprecisione, che richiede esperienza da parte di chi effettua la valutazione.
Per stimare il valore dell’isolamento termico Icl offerto dal vestiario, si utilizzano le tabelle della norma UNI EN ISO 9920:2009, che fornisce sia valori di resistenza termica dei singoli indumenti quotidiani o da lavoro, sia quelli relativi ad uno specifico insieme di capi di abbigliamento.
Durante l’attività lavorativa gran parte dell’energia metabolica viene trasformata in calore, mentre solo in minima parte viene convertita in energia meccanica (lavoro utile). Quindi nella maggior parte delle lavorazioni il rendimento meccanico η può essere ritenuto inferiore al 5 %.
Per valutare il grado di discomfort all’interno degli ambienti di lavoro è necessario determinare con precisione i valori di tutte le grandezze microclimatiche (oggettive e soggettive); la loro corretta determinazione è fondamentale per ottenere risultati che descrivano correttamente il rischio legato al microclima.

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Ultimo aggiornamento: 18/11/2019