INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Normativa

Le operazioni comportanti movimenti ripetitivi degli arti superiori, consistendo in una manipolazione ad alta frequenza di oggetti o strumenti di peso ridotto, possono essere considerate come una particolare tipologia di movimentazione manuale dei carichi.  Pertanto esse, se condotte in condizioni non ergonomiche (frequenza elevata), possono determinare l’insorgenza di patologie da sovraccarico biomeccanico.
In passato, il d.lgs. 626/1994, pur non riferendosi in modo esplicito ai movimenti ripetuti, ha affrontato la problematica della movimentazione manuale dei carichi, dedicando a tale argomento il titolo V e definendo campo di applicazione, obblighi del datore di lavoro e attività di informazione e formazione. L’allegato VI riportava gli elementi tecnici di riferimento.
Il d.p.r. n. 459 del 24 luglio 1996 (c.d. “direttiva macchine”), pur non affrontando direttamente tale problematica, faceva riferimento alle norme armonizzate. Queste ultime comprendono quelle della famiglia EN 1005 (Sicurezza del macchinario – Prestazione fisica umana) ed in particolare la UNI EN 1005-5, relativa alla movimentazione di oggetti leggeri ad alta frequenza, che detta condizioni operative finalizzate alla riduzione dei rischi connessi a tali attività nell’impiego di macchine.
Oggi la movimentazione manuale dei carichi (e quindi anche quella di carichi leggeri ad alta frequenza) è normata dal titolo VI del d.lgs. 81/2008, modificato dal d.lgs. 106/2009. Negli articoli 167-170 vengono trattati il campo di applicazione, gli obblighi e le sanzioni a carico del datore di lavoro e le questioni relative a informazione, formazione e addestramento dei lavoratori. Gli aspetti tecnici vengono approfonditi nell’allegato XXXIII del medesimo decreto.

Ultimo aggiornamento: 21/03/2018