INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Strutture sanitarie

Il rischio biologico caratterizza tutte le attività lavorative degli operatori sanitari.
Questi sono particolarmente esposti a quegli agenti biologici che si trasmettono con il sangue o altri fluidi biologici, a seguito di punture o ferite con strumenti contaminati o per contatto delle mucose (es. congiuntivale) con fluidi infetti, ma anche a quelli che si trasmettono per via aerea (es. tubercolosi) o per droplet (es. meningite), nel caso di contatto molto ravvicinato e/o prolungato con un malato in fase contagiosa.

La prevenzione di ferite da taglio o punta nel settore ospedaliero e sanitario è sempre stato un problema di grande rilevanza in ambito sanitario tanto che il 25 Marzo 2014 è entrato in vigore il Titolo X bis – D.Lgs. 19 febbraio 2014, n. 19  “Attuazione della direttiva 2010/32/UE che attua l’accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario (GU n.57 del 10-3-2014).

Nel Titolo X bis viene richiamata l’importanza di attuare tutte quelle misure idonee ad eliminare o contenere al massimo il rischio di ferite ed infezioni sul lavoro attraverso l'elaborazione di una politica globale di prevenzione che tenga conto delle tecnologie più avanzate, dell'organizzazione e delle condizioni di lavoro, dei fattori psicosociali legati all'esercizio della professione e dell'influenza esercitata sui lavoratori dall'ambiente di lavoro.
In particolare, vengono previste alcune misure quali:

  • adeguata formazione
  • adozione di dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e di sicurezza
  • favorire la partecipazione attiva dei lavoratori
  • pianificazione di iniziative di prevenzione, sensibilizzazione, informazione, formazione e monitoraggio;
  • promozione della segnalazione di infortuni per permettere l'individuazione delle condizioni sistematiche.
La grande attenzione sociale riservata negli ultimi anni alle infezioni da virus ematici ha probabilmente contribuito ad abbassare il livello generale di interesse nei confronti di altre infezioni, come quella tubercolare, trasmesse per via aerea. In realtà, la tubercolosi continua a rappresentare un serio rischio occupazionale per gli operatori sanitari, specialmente per coloro che sono più esposti all'inalazione di aerosol potenzialmente infetto (per es. operazioni di induzione dell’espettorato, broncoscopie) o per gli operatori che analizzano fluidi biologici.

Altre patologie, a volte sottostimate, sono le dermatiti dovute a infezioni da dermatomiceti, causate essenzialmente da contatto diretto con la cute di pazienti infetti, o le parassitosi, dovute all'acaro Sarcoptes scabiei, problema di notevole rilevanza specialmente nei locali del Pronto Soccorso, dove spesso avviene il primo contatto fra i pazienti e la struttura ospedaliera.

Ultimo aggiornamento: 12/12/2017