INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Sorgenti di rischio

Le sorgenti di rischio elettrico sono tutti quei sistemi, impianti, apparecchi, componenti, materiali nei quali è presente energia elettrica (intenzionalmente o accidentalmente).

La presenza dell’energia elettrica è intenzionale nei sistemi per produrla, trasmetterla, distribuirla o in quelli per utilizzarla.

Nel sistemi di produzione, trasmissione e distribuzione pubblica dell’energia elettrica, le misure tecniche di sicurezza sono prese dall’ente che gestisce il servizio, il quale adotta anche opportune procedure per garantire la sicurezza del proprio personale durante le attività di manutenzione, controllo e, in generale, per tutti i lavori su tali impianti. Nei confronti delle reti di trasmissione e distribuzione pubblica non oggetto della propria attività, i datori di lavoro devono adottare misure organizzative e procedurali che impediscano di lavorare in prossimità di “parti attive” a distanze inferiori a quelle indicate dalla normativa, o che consentano comunque di proteggere i lavoratori (D.lgs. 81/08, art. 83, art. 117, allegato IX).

Nei casi di produzione di energia elettrica da parte di soggetti privati, sempre più frequenti per la progressiva diffusione delle fonti rinnovabili (principalmente impianti fotovoltaici connessi alla rete di distribuzione), in capo al Datore di Lavoro sono da considerare sia le misure di sicurezza tecniche, sia quelle organizzative e procedurali.

I sistemi per utilizzare l’energia elettrica sono essenzialmente gli “impianti elettrici utilizzatori”, gli “apparecchi utilizzatori” e gli “organi di collegamento mobile”. Anche per tali sistemi, sia le misure tecniche che quelle organizzative e procedurali sono responsabilità diretta del Datore di Lavoro.

Oltre ai casi in cui la presenza di energia elettrica è intenzionale, esistono anche fenomeni elettrici completamente accidentali, nei confronti dei quali è necessario adottare idonee misure di sicurezza.

È il caso ad esempio delle “scariche atmosferiche”, che evidentemente possono manifestarsi e determinare effetti dannosi anche in assenza di impianti o componenti elettrici; dell’accumulo di “cariche elettrostatiche”, che nel momento della scarica possono innescare incendi o esplosioni; della presenza delle cosiddette “masse estranee”, che possono introdurre nell’ambiente tensioni pericolose o ridurre l’efficacia delle protezioni nei confronti di guasti agli impianti presenti.

Ultimo aggiornamento: 23/01/2019