INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Le radiazioni ionizzanti di origine naturale

In media più di tre quarti dell’esposizione della popolazione a radiazioni ionizzanti è dovuta a sorgenti di origine naturale, principalmente raggi cosmici derivanti dal sole e radon (gas radioattivo prodotto dal decadimento degli atomi di uranio e di torio presenti nelle rocce).
Questo tipo di esposizione, pur essendo ubiquitaria, a seconda del luogo in cui ci si trova può subire notevoli fluttuazioni. Trattandosi di un’esposizione naturale, normalmente non viene considerata come rischio specifico dei lavoratori. Eccezioni sono costituite da situazioni lavorative che possono esporre i lavoratori a dosi di radiazioni ionizzanti naturali di particolare entità; questa materia è trattata nel capo III bis del d.lgs. 230/1995.
Fermo restando che la reale esposizione deve essere determinata caso per caso, le “esposizioni naturali qualificate” riportate nel citato decreto comprendono quelle di seguito elencate:

  • esposizione dovuta al radon in tutti i luoghi di lavoro sotterranei e in quelli situati in zone identificate dalle regioni e dalle province autonome come “aree a rischio radon”;
  • esposizione dovuta a materiali contenenti radionuclidi naturali nelle attività lavorative esplicitamente citate nell’allegato I bis del d.lgs. 230/1995;
  • esposizione da raggi cosmici su aerei per quanto riguarda il personale navigante;
  • esposizione durante attività lavorative in stabilimenti termali e nelle attività estrattive non già ricomprese nel capo IV del d.lgs. 230/1995.
 
Il d.lgs. 230/1995 prevede, per queste fattispecie, la valutazione del rischio specifico e, in relazione alla sua entità, le conseguenti azioni da attuare.

Ultimo aggiornamento: 08/03/2018