INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Metodi di valutazione del rischio

La valutazione del rischio può essere condotta attraverso un processo a più stadi:

1. Fase preliminare:

  • raccolta e analisi di dati informativi (documentali e di osservazione) riguardanti le sostanze o miscele usate o che si ipotizza saranno utilizzate
  • stima dei quantitativi, dei tempi di esposizione, delle caratteristiche del lavoro e delle modalità in cui viene svolta la lavorazione, ecc.
Ai fini della valutazione i lavoratori vanno suddivisi in Gruppi similari di esposizione (SEG). I SEG si devono individuare considerando le mansioni svolte e la somma dei quantitativi delle sostanze cancerogene e mutagene alle quali sono esposti i lavoratori.

2. Fase di approfondimento:
Se la valutazione preliminare non consente di giungere ad una definizione di rischio certa, si rende necessaria una valutazione più approfondita.

Ogni strumento di valutazione del rischio chimico (algoritmi, misure e stime del rischio) deve essere conforme a quanto previsto dalla normativa e soddisfarne tutti i requisiti minimi per poter essere considerato valido.
Si può ricorrere, a seconda dei casi, a:
  • metodi semiqualitativi: uso di algoritmi, da cui si desumono degli “indici di rischio”
  • metodi quantitativi: misura della concentrazione di inquinante aerodispersa e/o assorbita dall’organismo dell’operatore.

Ultimo aggiornamento: 20/06/2017