INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Qualità tecnica e valore sociale delle protesi d’arto alla vigilia della prima guerra mondiale

Angrisani M.V., Caracò M.S., Borghi L.

Riassunto

Le protesi d’arto sono una realtà antica quasi quanto la storia stessa. D’altra parte, come ben noto, i lenti progressi avvenuti nel corso dei millenni hanno subito un’improvvisa e decisiva accelerazione proprio in occasione delle due guerre mondiali, a causa dell’enorme quantità di feriti e di mutilati che richiedevano assistenza e supporto anche in questo settore. Da allora, l’evoluzione delle protesi d’arto, a sempre maggiore contenuto tecnologico, ha trasformato a tal punto la nostra visione di questi ausili sanitari da farci quasi dimenticare quale fosse la loro reale portata prima di questo decisivo periodo novecentesco. Dal punto di vista storiografico e culturale sembra quindi interessante cercare di ricostruire e “fotografare” lo stato dell’arte relativo alla prostetica, alla vigilia della Prima guerra mondiale. Gli Autori si propongono di farlo attraverso l’analisi del Manual of Artificial Limbs pubblicato in diverse edizioni nei primi anni del Novecento dalla A. A. Marks Company di New York che era, a quel tempo, una delle principali aziende del settore a livello mondiale. Il manuale della Marks, infatti, uno dei pochissimi del suo genere, è interessante non solo per valutare l’avanzamento tecnico nella costruzione di arti artificiali, ma soprattutto per cogliere i risvolti socio-culturali dell’uso delle protesi. Gran parte di tale manuale, sempre riccamente illustrato, era infatti volto a far cogliere le effettive possibilità di ripresa delle normali attività della vita lavorativa e personale da parte di chi aveva subito l’amputazione di un arto, anche attraverso le testimonianze degli utilizzatori.

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Summary

The limb prostheses are a reality that is almost as old as history itself. On the other hand, as is well known, the slow progress across the millennia has undergone a sudden and decisive acceleration precisely at the time of the two world wars, due to the enormous number of injured and mutilated people who required assistance and support in this area. Since then, the evolution of limb prostheses, with ever-increasing technological content, has transformed our vision of these health aids to such an extent that we almost forget what their real quality was before this dramatic period of the twentieth century. From the historical and cultural point of view, it seems interesting to try to reconstruct and “photograph” the state of the art of prosthetics, on the eve of the First World War. The authors propose to do this through the analysis of the Manual of Artificial Limbs, published in various editions in the early twentieth century by the A.A. Marks Company of New York, which was, at that time, one of the leading companies in the sector worldwide. Marks’ manual, one of the very few of its kind, is interesting not only in order to evaluate the technical progress in the manufacturing of artificial limbs but, even more than that, to capture the socio-cultural implications of prosthesis’ use. Much of this manual, always richly illustrated, was in fact aimed at capturing the real possibilities to resume normal activities, in working and personal life, by those who had suffered the amputation of a limb, also through the testimonies of other users.