INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Blockchain, smart contract, Intelligenza artificiale (AI) e trading algoritmico: ovvero, del regno del non diritto

Di Ciommo Francesco

Riassunto

La locuzione smart contract, coniata essenzialmente dai tecnologi, è entrata da qualche anno nel vocabolario anche dei giuristi. Recentemente, anche il legislatore italiano ha dato una primissima definizione di smart contrat all’art. 8-ter del d.l. 14 dicembre 2018 n. 135, così come convertito dalla legge 11 febbraio 2019 n. 12. Ma cosa si intende con tale locuzione e che senso ha, per un giurista, ragionare attorno alla relativa nuova categoria concettuale? Questo saggio, nel tentare di rispondere alle due fondamentali domande, conclude nel senso che: 1) gli smart contract non sono contratti, o meglio nell’ampio spettro di situazioni coperto dalla locuzione in parola rientrano, senz’altro, anche contratti conclusi attraverso algoritmi e, tuttavia, la maggior parte delle operazioni che definiamo smart contract non sono contratti, ma mere attività di esecuzione di obbligazioni o, comunque, di previsioni contrattuali già definite; 2) non bisogna confondere smart contract e blockchain; 3) i problemi giuridici sollevati dal fenomeno smart contract richiedono un approccio analitico fortemente condizionato dall’ecosistema tecnologico di riferimento e che va calibrato fattispecie per fattispecie; 4) anche per questa ragione, la categoria in questione – in quanto tale, e cioè intesa come categoria – non ha sostanzialmente alcuna rilevanza giuridica; 5) in ogni caso, proprio in considerazione del detto condizionamento tecnologico, ogni tentativo compiuto dai giuristi per comprendere, e disciplinare i fenomeni in parola rischia, allo stato, di risultare obsoleto nel momento stesso in cui viene svolto, il che impone al giurisperito di adottare un approccio ancor più prudente e consapevole; 6) del resto, le questioni relative all’efficacia dei c.d. smart contract, ovvero quelle concernenti le eventuali responsabilità, nella prassi, già da molti anni, vengono normalmente gestite dai sistemi informatici interessati senza alcun ricorso alle istituzioni e alle regole dell’ordinamento giuridico, che invece, quando operanti, si concentrano, per lo più, nel tentativo di evitare le distorsioni del mercato. La conferma degli assunti appena sintetizzati – che certo, nel complesso, suscitano una qualche preoccupazione – viene dall’osservazione di ciò che accade nei mercati finanziari, laddove gli algoritmic trading (AT) e gli high frequency trading (HFT) sono, dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso, una realtà consolidata e in continua espansione.

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Summary

The term “smart contract”, coined essentially by technologists, has also entered the vocabulary of jurists a few years ago. Recently, even the Italian legislator has given a very first definition of “smart contract” within the art. 8-ter, d.lgs. 12.14.2018, n. 135, conv. l. 2.11.2019, n. 12. But what is meant by this expression and what sense does it make for a jurist to reason about this new conceptual category? This essay, in attempting to answer two fundamental questions, concludes in the sense that: 1) “smart contracts” are not agreements; notwithstanding in the wide spectrum of situations covered by “smart contract” there are, of course, also agreements concluded through algorithms, however, most of them are not contracts, but mere activities for the performance of obligations or, in any case, of already defined contractual provisions; 2) we must not confuse “smart contract” and blockchain; 3) the legal problems raised by the “smart contract” phenomenon require an analytical approach strongly conditioned by the technological ecosystem of reference and that must be calibrated in this case; 4) also for this reason, the category in question - as such, that is to say intended as a category - has substantially no legal relevance; 5) in any case, in consideration of the aforementioned technological conditioning, every attempt made by jurists to understand, and regulate the phenomena in question is, at present, likely to be obsolete at the moment in which it is carried out, which requires the lawyer to adopt an even more prudent and informed approach; 6) besides, the questions concerning the effectiveness of the c.d. smart contract, or those related to the consequent possible responsibilities, in practice, for many years, are normally managed by the IT systems involved without any recourse to the institutions and to the rules of the legal system, which, instead, when operating, are concentrated, for the more, in an attempt to avoid market distortions. The assumptions just summarized are confirmed by the observation of what happens in the financial markets, where the Algorithmic trading (AT) and the high frequency trading (HFT) are, from the end of the Nineties of the last century, a consolidated and constantly expanding reality.