Le statistiche riportate in questa sezione informativa sono state rilevate da pubblicazioni EUROSTAT (Ufficio centrale di statistica della Comunità Europea).
I dati comprendono tutti i casi di infortunio che abbiano provocato un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni di calendario.
Sono inclusi, altresì, quelli causati da avvelenamenti acuti, da atti volontari di altre persone , quelli occorsi in luogo pubblico o in un mezzo di trasporto utilizzato nel corso del lavoro, quelli avvenuti nella sede di un’altra impresa.
Sono esclusi:
- gli infortuni in itinere
- gli infortuni che determinano lesioni intenzionalmente autoprocurate
- gli infortuni e malattie professionali dovuti esclusivamente a cause mediche (infarto cardiaco, ictus).
Gli infortuni sul lavoro sono misurati oltre che dal numero assoluto degli infortuni stessi anche da un importante indicatore, il tasso di incidenza standardizzato, che rappresenta il numero di incidenti sul lavoro occorsi durante l’anno per 100.000 occupati, corretto per tener conto dell’influenza delle differenti strutture economiche degli Stati Membri.
Per correggere tale distorsione viene calcolato, appunto, un numero “standardizzato” di infortuni sul lavoro per 100.000 occupati, per Stato membro, assegnando ad ogni settore la stessa ponderazione a livello nazionale di quella totale dell’Unione europea.
La popolazione di riferimento, persone occupate di età superiore a 15 anni, viene ricavata dai dati dell’indagine sulle forze di lavoro della Comunità (I.F.L.).
I tassi sono calcolati per tutti gli Stati membri della UE considerando le cosiddette “9 sezioni comuni”, che comprendono:- A - Agricoltura
- D - Industria Manifatturiera
- E - Elettricità, Gas e Acqua
- F - Costruzioni
- G - Commercio e Riparazioni
- H - Alberghi e Ristoranti
- I - Trasporti, Magazzinaggio e Comunicazioni
- J e K - Intermediazione Finanziaria e Attività Immobiliari.
Per quanto riguarda gli infortuni mortali, nel calcolo dei tassi standardizzati riferiti agli Stati membri vengono esclusi anche gli incidenti stradali e a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto, allo scopo di fornire tassi di incidenza comparabili, in quanto in alcuni Stati membri essi non vengono registrati come infortuni sul lavoro.
I criteri di rilevazione adottati da EUROSTAT (Istituto Ufficiale di Statistica dell'Unione Europea) considerano infortuni sul lavoro quelli con "assenze dal lavoro di almeno 4 giorni" ed esclusi quelli in itinere. EUROSTAT stesso fa presente tuttavia che le statistiche espresse in valori assoluti presentano ancora oggi gravi carenze dal punto di vista della completezza dei dati, per una serie di motivi fondamentali:
- Alcuni Paesi membri (Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia), non disponendo di un sistema assicurativo specifico, non sono in grado di fornire dati completi ma presentano "livelli di sottodichiarazione compresi tra il 30% e il 50% del totale".
- Alcuni Paesi membri (in particolare anglosassoni) non rilevano gli infortuni stradali avvenuti nell'esercizio dell'attività lavorativa, in quanto rientranti nella tutela non dei rischi da lavoro ma dei rischi da circolazione stradale.
- In molti Paesi membri i lavoratori autonomi (una categoria quasi ovunque molto consistente) e relativi coadiuvanti non sono coperti dai sistemi di dichiarazione nazionali e quindi esclusi dalle rispettive statistiche, o totalmente (Belgio, Grecia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Irlanda) o parzialmente (Germania, Spagna, Austria, Finlandia). In Italia, come è noto, tale categoria è normalmente coperta.
- In alcuni Paesi membri diversi importanti settori economici non vengono considerati nelle statistiche; in particolare, parti del settore pubblico (amministrazione pubblica), dell'Estrazione di minerali e parti del settore Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni non sono coperti o sono coperti solo in parte.
- Disomogeneità nelle procedure di registrazione dei casi mortali: per esempio, in Germania vengono presi in considerazione solo i decessi avvenuti entro 30 giorni.
Per questi motivi EUROSTAT invita ad utilizzare i dati assoluti, che vengono riportati nelle tabelle UE così come comunicati dai singoli Paesi, soltanto a livello globale e a fini indicativi, tenendo conto dei limiti e delle carenze sopra indicati. Per i raffronti tra i vari Paesi, invece, EUROSTAT ha più volte espresso la raccomandazione (non sempre ascoltata nel nostro Paese) di utilizzare esclusivamente i "tassi di incidenza standardizzati" elaborati dai tecnici EUROSTAT intervenendo sui dati assoluti con procedimenti statistici appropriati sia per finalità tecniche di armonizzazione delle diverse strutture produttive nazionali, sia per rapportarli alla corrispondente forza lavoro e sia per apportare quei correttivi di integrazione dei dati necessari per renderli più coerenti, omogenei e confrontabili.
Le statistiche U.E. sono aggiornate sulla base dell’ultimo anno reso disponibile da EUROSTAT. A livello europeo i tempi di elaborazione dell’Ufficio Centrale, inevitabilmente, si sommano a quelli, non sempre omogenei, dei singoli Stati membri e creano ancora un certo differimento nella pubblicazione delle informazioni.

