INAIL - Posto fisso, addio. Assunzioni solo per sei neolaureti su cento

INAIL, Istituto Nazionale Assicurazione sul Lavoro

La sicurezza dei lavoratori è competitività per le imprese


Lavoro e sicurezza

Posto fisso, addio. Assunzioni solo per sei neolaureti su cento

giovani laureati

26 luglio 2010. In una ricerca di Gidp/Hrda 2.490 direttori delle risorse umane spiegano i criteri di selezione del personale. Ed è boom di contratti di inserimento e di apprendistato. Si conferma, però, l'importanza dello stage: in 12 mesi il 30% delle aziende ha confermato il 60% dei partecipanti

MILANO - Le giovani generazioni saranno costrette a dire "addio" alla possibilità di un lavoro stabile e duraturo. Ormai l'ambizione del cosiddetto "posto fisso" non è, infatti, che un lontano miraggio. La conferma arriva  dall'undicesima indagine 'Neolaureati & Stage 2010', condotta da Gidp/Hrda, l'associazione dei direttori delle risorse umane, che opera su un network composto da più di 2.490 direttori di area appartenenti alle maggiori realtà imprenditoriali italiane. Secondo la ricerca la percentuale di neo-laureati che entra in azienda direttamente con contratto a tempo indeterminato è passata dal 20% del 2004, al 7% circa del 2009 a meno del 6% del 2010. Le assunzioni sono ormai rarissime, anche se, sottolinea lo studio, vengono controbilanciate dai contratti di inserimento e di apprendistato professionalizzante (che rappresentano circa il 21% del totale).

In generale per la selezione dei neolaureati le aziende spendono poco in tempo e denaro: circa un mese e meno di mille euro. Ma qualche speranza per i giovani esiste ancora: negli ultimi 12 mesi, infatti, quasi il 30% delle aziende ha assunto oltre il 60% di chi era in stage. "In questo momento in Italia, complice la crisi, l'offerta di neolaureati sul mercato del lavoro è ampia e le aziende non sembrano trovare grandi difficoltà a reclutarli", spiega Paolo Citterio, presidente Gidp/Hrda. "Dalla nostra ultima indagine tra i direttori del personale emerge che sono sufficienti meno di un mese di tempo e meno di mille euro. Inoltre, quasi il 60% del campione non utilizza l'assestment per la selezione e la valutazione dei neolaureati, che invece e' un utile strumento per individuare le capacità e le potenzialità del candidato".

Tre le carte vincenti per sperare nella selezione. "Servono motivazione, conoscenza delle lingue e laurea nei tempi previsti", continua Citterio. Nei prossimi 6 mesi quasi il 30% del campione prevede di assumere uno stagista su due, ma circa il 18% non ha pianificato nessuna assunzione". Per quanto riguarda, poi, la carriera ci vogliono almeno due anni per passare al livello contrattuale superiore, mentre per diventare quadro ci vogliono in media sei anni. Il canale preferenziale per entrare in contatto con i potenziali candidati sono gli uffici placement universitari che vengono utilizzati nel 23,62% dei casi e considerati lo strumento più efficace dal 58% del campione.

Il canale internet viene utilizzato come strumento di ricerca nel 41% dei casi, che si dividono in: 15,56% candidature spontanee, il 14,17% sito dell'azienda e 11,67% siti specializzati per la domanda e offerta di lavoro (Monster, Jobrapido e Infojobs sono i più utilizzati dal campione). Per quanto riguarda, invece, il percorso formativo si aggiudicano il podio tra i titoli di laurea più ricercati dalle aziende: ingegneria (27,75%), economia (24,67%) e informatica (ma quest'ultima è ricercata tre volte in meno della seconda) a cui segue giurisprudenza. Tra le lauree umanistiche, scienze della comunicazione raggiunge un 2,05%, come la laurea in farmacia, e più di quelle in fisica e scienze bancarie.

Lavoro e sicurezza