INAIL - Amianto: l'inchiesta Eternit ora approda in Brasile

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Amianto: l'inchiesta Eternit ora approda in Brasile

Guariniello

26 luglio 2010. Il pm Guariniello ha avviato una rogatoria internazionale per avere accesso ad informazioni relative alla sede di Rio de Janeiro della multinazionale. A motivare la richiesta la morte di un lavoratore di Alessandria impiegato nello stabilimento per anni e deceduto per mesotelioma, una volta tornato in Italia

TORINO - Dall'Italia al Brasile: la pista dell'amianto seguita dagli inquirenti nell'inchiesta relativa al caso Eternit approda adesso a Rio de Jainero. Una complessa rogatoria internazionale - relativa allo stabilimento di Rio de Janeiro della multinazionale - è stata avviata, infatti, dal pm Raffaele Guariniello. A originare l'operazione la vicenda di un piemontese morto di mesotelioma dopo avere lavorato in quella fabbrica per alcuni anni. L'accusa è di omicidio colposo. Il procedimento si affianca al processo attualmente in corso a Torino per le morti e le malattie provocate dall'asbsesto lavorato nei quattro stabilimenti italiani di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).

Un processo epocale per la giustizia italiana - con oltre 6.300 parti civili - e che vede due soli imputati: il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, uno degli uomini più ricchi del mondo, e il barone belga Louis de Cartier de Marchienne. Entrambi devono rispondere di disastro a titolo doloso perché - è la tesi dell'accusa - si ritiene che i due, pur a conoscenza dei problemi creati dall'amianto, non abbiano mai preso provvedimenti adeguati. Eternit, però, ha avuto filiali sparse in tutto il mondo. E in uno di questi, a Rio De Janeiro, hanno lavorato decine di italiani, molti dei quali originari del Piemonte e convinti dalla dirigenza a trasferirsi. Uno di questi, della provincia di Alessandria, una volta rientrato in patria è deceduto per un mesotelioma.

Il pm Raffaele Guariniello, con l'avvio della rogatoria, chiederà adesso alle autorità brasiliane (attraverso la mediazione dei rispettivi ministeri della giustizia) di fornirgli una serie di dati: dal numero dei dipendenti della sede di Rio alle condizioni in cui hanno lavorato, all'eventuale presenza di controlli sanitari disposti dall'azienda. Sono giunte, ancora, le richieste giunte in questi ultimi mesi a Guariniello di recarsi in Brasile per parlare del fenomeno amianto. Sabato scorso, infine, un avvocato brasiliano avrebbe incontrato il procuratore nel suo ufficio a Torino proprio per cercare di organizzare un'eventuale trasferta nel continente sud-americano.

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