
4 marzo 2010. A Varsavia, in occasione del Good Practice Award, l'Issa ha premiato l'efficacia della nuova tecnica di indagine dell'Istituto, in grado di evidenziare in modo preliminare le posizioni assicurative 'sospette' tra un'azienda chiusa e una appena nata e di consentire, in questo modo, delle ispezioni mirate e più efficaci
VARSAVIA - L'INAIL tra le realtà europee più innovative nella lotta all'evasione contributiva. In occasione del Good Practice Award - la cerimonia di premiazione che si svolgerà il 5 marzo prossimo, a Varsavia, al termine del Forum regionale dell'Issa - verrà assegnato all'Istituto un importante certificato di merito per la proposta relativa al "Supporto alla vigilanza per prevenire fenomeni fraudolenti nella regolarità contributiva". Il progetto è stato realizzato dalla Direzione centrale Rischi insieme alla Direzione centrale Servizi informativi e telecomunicazioni. Apprezzamento anche per le best practices presentate dalla Direzione centrale Prevenzione, selezionate dalla giuria per essere inserite nell'apposito database dell'Issa a disposizione di tutti gli organismi membri dell'Associazione.
Business intelligence contro l'evasione contributiva. Nell'ambito della strategia promossa negli ultimi anni per rafforzare e razionalizzare l'attività ispettiva, l'Istituto ha potenziato la funzione di vigilanza mediante interventi organizzativi, di coordinamento e di indirizzo, a livello centrale, per ottimizzare il governo e l'efficacia di tutta l'attività ispettiva svolta sul territorio nazionale: un'azione di intelligence indispensabile per migliorare la qualità del contrasto dei fenomeni del sommerso e dell'evasione/elusione.
"Queste analisi ci hanno consentito, già nel 2009, di istituire circa 12 mila nuovi rapporti assicurativi per ditte totalmente sconosciute all'INAIL e di recuperare premi evasi per circa 27 milioni di euro", afferma Ester Rotoli, direttore centrale Rischi, che ritirerà a Varsavia il riconoscimento. "Il percorso che abbiamo intrapreso mira all'utilizzo di prodotti innovativi di knowledge management per analizzare le informazioni utili per individuare i fenomeni di irregolarità e alla stipula di convenzioni con altri enti e amministrazioni per lo scambio di dati da utilizzare per predisporre nuovi strumenti di indagine".
"Procedendo in tal modo", precisa Grazia Verduci, dirigente dell'Ufficio Vigilanza assicurativa dell'Inail, "nonché attraverso una puntuale analisi degli studi socio-economici e ambientali e dei comportamenti delle aziende in rapporto a fattori diversi - quali l'incidenza degli infortuni, e comparando i dati - l'Istituto, così, è oggi in grado di individuare aziende, settori, aree e categorie nei confronti dei quali indirizzare in modo più specifico l'attività ispettiva."
L'apparenza non inganna. Potrebbe essere questo lo slogan più adatto per definire il senso della nuova tecnica d'indagine utilizzata dall'INAIL e che ha ottenuto il riconoscimento dell'Issa. Ma di cosa si tratta? "E' una modalità che ci consente, tra l'altro, di mettere in relazione due società - la prima, che ha chiuso la propria attività, e la seconda, che l'ha iniziata subito dopo attraverso una nuova forma societaria - solo apparentemente distinte tra loro: una situazione che può facilmente nascondere una frode", risponde Rotoli.
L'approccio innovativo sperimentato adesso dall'Istituto è basato sull'analisi delle relazioni "non ovvie", afferma Vitaliano Chiodo, dirigente della Struttura informatica dell'Inail, "che possono emergere intrecciando le informazioni tra un'azienda chiusa con debiti contributivi o che presentano altre irregolarità e una di recente istituzione che, in base da alcuni indicatori, può essere messa in relazione alla ditta che ha cessato l'attività. Si tratta di una modalità di indagine finalizzata alla individuazione di liste di posizioni assicurative 'sospette' e che consente agli ispettori INAIL - la risorsa comunque essenziale per questo tipo di contrasto - di procedere in modo più mirato e preciso. In buona sostanza, gli ispettori INAIL oggi sono in grado di ricostruire le reali identità dei soggetti che entrano in relazione con INAIL, quindi di individuare quelle società, solo apparentemente sane, che sono da sottoporre ad ispezione in quanto a rischio di irregolarità: lavoro nero, non regolarità contributiva, agevolazioni tariffarie non spettanti.
La buona prassi: intelligence al servizio di ispezioni personalizzate. "Partendo dall'operazione d'intelligence, una buona prassi si completa e si perfeziona solo avviando in rapida successione le operazioni di ispezione, accertamento del credito e di recupero", spiega Rotoli. "Queste devono essere eseguite in modo personalizzato, per superare sia la casualità dell'ispezione che i tempi standard delle conseguenti operazioni amministrative. Diversamente, la nuova impresa - non avendo una storia contributiva alle spalle - difficilmente può entrare nel circuito delle ispezioni e dei controlli. Riuscire a contenere questi fenomeni significa, così, abbattere notevolmente l'ammontare totale dei crediti inesigibili e ripristinare, al contempo, l'equità sociale".
"L'avvio del progetto, per adesso, ha riguardato la provincia di Prato e le irregolarità del mancato pagamento dei premi, ma stiamo già lavorando alla predisposizione di nuovi modelli d'analisi", conclude Rotoli. "Da una "black list" iniziale di circa mille imprese, 341 sono state evidenziate e collegate a 255 'nuove' società mediante relazioni non ovvie. Queste 255 aziende costituiscono adesso la 'warning list' da sottoporre a successivi analisi e controlli". L'approccio messo a punto dall'INAIL, infine, non è limitato solo all'ambito specifico del recupero crediti, ma può essere facilmente esteso anche ad altri fenomeni (dal bonus malus, agli infortuni) ed essere adottato da altre Social Security (INPS, Agenzia delle Entrate, Asl), sia in Italia che in Europa.
(ls/roma)

